Fiat Ritmo - comprare o vendere auto usate o nuove - AutoScout24

Fiat Ritmo

Fiat Ritmo

Alla fine dei travagliati anni '70, la Fiat era presente nel segmento dedicato alle vetture medie con la vetusta 128, berlinetta invecchiata precocemente a causa del suo design improntato su tre volumi ben distinti. Quest'auto, la prima della casa torinese con trazione anteriore, aveva ottenuto riscontri di vendita lusinghieri, grazie all'economicità d'uso e alla sua versatilità, ma alla fine del decennio appariva davvero inadeguata. Continua a leggere

Trova ora l'auto dei tuoi sogni

Oltre 2,4 milioni di veicoli nel più grande sito internet di annunci auto in Europa.

Fiat Ritmo: una media per gli anni '80

Infatti, la concorrenza aveva cominciato a sfornare auto dall'appeal più convincente, come la Volkswagen Golf che in breve tempo era diventata il punto di riferimento per la categoria. Ma la conquista all'affollato segmento C vedeva anche altre moderne pretendenti, come la Renault 14 e le nuove versioni di Opel Kadett e Ford Escort. Dunque, Fiat decide di correre ai ripari, pensionando anzitempo la 128 e sostituendola con un'erede decisamente più in linea con i gusti della classe media del periodo. Il progetto parte addirittura nel 1972 e, in corso d'opera, ingegneri e designer mutano progressivamente la loro concezione di auto per famiglie, sino a sposare definitivamente l'idea di un corpo vettura due volumi, 4 porte più portellone e marcata abitabilità interiore. Inoltre, appare subito necessario che la nuova berlina italiana, per poter riconquistare l'utenza migrata ad altri marchi, debba sfoggiare una livrea immediatamente riconoscibile: al bando linee rassicuranti già viste, in luogo di un design innovativo e funzionale. Il Centro Stile Fiat, guidato da Giampaolo Boano, dà dunque vita ad una vettura molto particolare, che produce una frattura piuttosto evidente con la tradizione del marchio: la Fiat Ritmo è una berlina equilibrata ma per niente banale, grazie al sapiente mix di linee tese, spigoli vivi ed elementi secondari circolari. Infatti, se maniglie apriportiera e fari iscrivono dei cerchi perfetti, la coda, il tetto e cofano sono caratterizzati da tratti netti. Molto moderni anche i paraurti, non più in metallo bensì in polimero sintetico, materiale che cominciava a prendere piede grazie all'alta capacità di assorbire colpi in caso di incidente. Anche gli interni sono moderni e funzionali, e vedono ugualmente l'utilizzo massiccio di plastiche: i comandi sono razionali e la dotazione di accessori è buona per il periodo. Presentata al Salone dell'Automobile di Torino del 1978, la Fiat Ritmo piace subito per la sua aria sbarazzina e moderna e per una serie di qualità intrinseche che sembrano essere ricalcate sulle necessità di una famiglia media europea della fine del decennio. Tra queste, in primis, la notevole abitabilità interna a fronte di dimensioni esterne contenute (4 metri di lunghezza per 1,65 di larghezza), che la rendono una vettura ideale ad affrontare il traffico cittadino senza grosse rinunce in fatto di spazio per passeggeri e bagagli.

La meccanica della Fiat Ritmo

Se esteriormente la Fiat Ritmo si mostra decisamente moderna, dal punto di vista meccanico le soluzioni sono più tradizionali, poiché la casa italiana, che tanto aveva investito per automatizzare le linee di produzione, opta per uno schema ricalcato su quello della 128. La Ritmo è dunque un'auto in due varianti di carrozzeria, 3 o 5 porte, con trazione anteriore, impianto frenante misto con dischi davanti e tamburi dietro, sospensioni a ruote indipendenti MacPherson anteriormente e a balestra trasversale posteriormente. Il cambio è meccanico a 4 o 5 marce (a seconda degli allestimenti) e a richiesta è possibile scegliere anche l'automatico a 3 rapporti, mentre i propulsori sono gli stessi della progenitrice pur con diverse modifiche. Il motore di ingresso è il 1.1 litri da 60 cavalli, l'intermedio è il 1.3 litri da 65 cavalli, mentre al top troviamo la 1.5 litri da 75 cavalli. Due i livelli di allestimento: L, modello base con dotazione ridotta all'osso, e CL, equipaggiata con il cambio a cinque marce più un pacchetto di accessori di serie destinati ad un miglior confort di bordo. Pur ottenendo sin da subito buoni risultati di vendita, la Fiat Ritmo scontenta numerosi utenti per quanto riguarda le finiture interne, poiché l'utilizzo delle plastiche è fin troppo massiccio e l'effetto non è dei migliori, senza considerare che tale abbondanza di materiali sintetici provoca numerosi scricchiolii sullo sconnesso. Fiat dunque corre ai ripari, e per gli anni a venire introdurrà una serie di modifiche sostanziali per rendere gli interni della sua berlina media più appetibili e in grado di competere ad armi pari con la concorrenza. Aumenteranno così gli allestimenti, compreso il meglio equipaggiato Targa Oro, e i propulsori, tra cui menzioniamo il diesel 1.7 litri da 55 cavalli. Nel 1981 Fiat fa debuttare la Ritmo in versione 105 TC, prima di una serie di modelli sportivi che culmineranno, due anni più tardi, nella famosa Abarth dotata di ben 125 cavalli: la berlina era capace di accelerare da 0 a 100 km/h in poco meno di 9 secondi e di superare abbondantemente i 190 km/h, prestazioni davvero di tutto rispetto per l'epoca. Tra le auto usate, la Abarth e la Cabrio, introdotta nel 1981, sono anche le Fiat Ritmo più richieste tra i collezionisti, poiché di interesse storico: non è difficile intercettare modelli di questo tipo in ottime condizioni e, data l'alta domanda, nell'usato auto mantengono quotazioni di tutto rispetto, mediamente superiori alle concorrenti dell'epoca.

La seconda serie

Dopo circa quattro anni di vita, alla fine del 1982, Fiat presenta la seconda serie della Ritmo e, benché simile alla precedente, quest'ultima versione è totalmente rinnovata. I designer partono col normalizzare la linea anticonvenzionale del primo modello, soprattutto per quanto riguarda la parte anteriore, che guadagna una mascherina classica sulla quale campeggia il nuovo logo Fiat a cinque barre inclinate. Inoltre, spariscono le maniglie tonde e i fari anteriori si sdoppiano. Altre modifiche di sostanza si registrano sotto la carrozzeria (con la riprogettazione della scocca, lo spostamento del serbatoio e della ruota di scorta, l'adozione di nuovi motori) e negli interni, che guadagnano una plancia più moderna e nuovi rivestimenti. Le finiture finalmente migliorano, così come migliora l'impianto di ventilazione che acquisisce maggiore potenza e funzionalità. Per quanto riguarda i propulsori, tra le tante novità si segnalano la versione Energy Saving, capace di percorrenze davvero notevoli, e la sportivissima 130 TC in grado di coprire lo 0-100 in 8 secondi netti. Anche con la nuova serie, la Fiat Ritmo continuerà a vendere bene, fino a superare la ragguardevole quota dei 2 milioni di modelli prodotti. Nel 1988, dopo oltre dieci anni di onorata carriera, si farà da parte per lasciare campo libero alla modernissima Tipo.

Recensioni dei veicoli Fiat Ritmo

1 Recensioni

5,0