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Fiat Doblo

Fiat Doblo

La multispazio della Casa italiana

Sempre meno commerciale e sempre più automobile: Fiat Doblò è un fiero esponente di quella categoria di modelli, detti “multispazio”, che pure prendendo le mosse da più essenziali mezzi da lavoro si sono via via evoluti diventando vetture spaziose ma anche confortevoli per il tempo libero. Al punto da prendere, non di rado, il posto delle monovolume vere e proprie che molti costruttori hanno abbandonato per passare a Suv e crossover. In appena due generazioni, entrambe piuttosto longeve (la prima esordisce nel 2000 mentre la seconda, tuttora in commercio, è del 2010) Doblò ha compiuto un notevole balzo estetico e tecnico che ne hanno fatto uno dei modelli più originali e interessanti della sua categoria. Continua a leggere

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Carrozzeria

Colore carrozzeria

Prodotto in Turchia, nello stabilimento Tofas a Bursa, non appartiene alla famiglia dei commerciali leggeri prodotti dall’alleanza Fiat-PSA (oggi FCA-PSA) ma si posiziona poco più sotto, andando a sostituire l’onorata famiglia delle furgonette di derivazione automobilistica iniziata con la 500 Giardiniera e proseguita con le varie serie del Fiorino. Oltre ad aver dato vita alla penultima generazione dell’Opel Combo Tour (2012-2018) e alla sua controparte furgonata, l’attuale Doblò è sbarcato anche in Nordamerica dove dal 2014 è venduto sotto il marchio Ram come ProMaster City e dotato di motori specifici.

Fiat Doblò: come è fatto, pro e contro

Il salto netto tra la prima e la seconda generazione non è soltanto stilistico: le forme più voluminose e il design ricercato, che sottolineano un aumento importante delle dimensioni, si accompagnano a una piattaforma completamente nuova: il pianale è infatti lo stesso della Grande Punto (per l’esattezza il FGA Small sviluppato ai tempi dell’alleanza con GM) da cui Doblò ha ereditato al momento della nascita, nel 2009, diversi componenti interni e parte dei motori. Fanno eccezione le raffinate sospensioni posteriori indipendenti a doppi bracci, qui battezzate Bi-link, che derivano nientemeno che dalla Alfa Romeo Giulietta e di distinguono unicamente per la posizione di molle e ammortizzatori, più corte le prime e orizzontali i secondi, in modo da ridurre l’ingombro verticale a beneficio del carico. Il modello base ha un passo di 2,76 metri ed è lungo 4,41 metri, largo, 1,84 e alto 1,9 con barre portapacchi. Nella configurazione di partenza il volume di carico è di quasi 800 litri che diventano 3.200 abbattendo i sedili posteriori e sfruttando lo spazio fino al soffitto. Esiste inoltre al variante Maxi, con passo allungato di 35 cm e un volume di carico che cresce a 1.050 litri con i sedili in posizione e tocca i 4.000 abbattendoli. Lo spazio interno non manca né davanti né dietro, tuttavia, per ragioni di economia, pur essendo notevolmente più largo Doblò ha mantenuto l’architettura interna della Punto in particolare la posizione dei sedili e del volante, che risultano quindi accentrati e ravvicinati e lasciano parecchio spazio tra gli occupanti e le portiere, prolungate verso l’interno. La cosa non crea problemi alla guidabilità che, bisogna dire, è generalmente giudicata più che buona grazie alla relativa vivacità dei propulsori tutti sovralimentati, delle sospensioni e dello sterzo che rendono il mezzo meno impacciato di quanto si potrebbe pensare. Ottima l’accessibilità: le porte posteriori sono entrambe scorrevoli, mentre il portellone ad apertura verticale può essere sostituito da una doppia porta a battente, una delle poche caratteristiche condivise con la variante commerciale commercializzata sotto il marchio Fiat Professional nei modelli Cargo e Combinato (il secondo con doppia fila ma zona di carico priva di finestrini).

Fiat Doblò: allestimenti, motori, prezzi

Il restyling complessivamente leggero del 2015 ha confermato a grandi linee caratteristiche e offerta dei motori, oggi tutti aggiornati ad Euro 6d-Temp. Questi, con l’uscita di scena del 1.4 benzina aspirato da 95 CV non più a listino, sono rimasti in quattro, tutti abbinati a cambi manuali a 6 marce: il primo è il turbo benzina 1.4 T-Jet da 120 CV, dal quale è stata derivata anche l’interessante versione Natural Power a metano che, con una riserva di oltre 16 kg di gas, promette un’autonomia a basse emissioni di oltre 300 km (e altrettanti a benzina grazie al serbatoio ridotto da 22 litri). Entrambi sono proposti con allestimenti Easy e Lounge, il secondo dotato tra le altre cose di climatizzatore automatico, radio con Uconnect e Bluetooth, alzacristalli anche per le porte posteriori e cerchi in lega da 16”. L’offerta a gasolio si articola invece sui 1.6 MultiJet da 90 e 120 CV dotati di sistema Start&stop, per i quali oltre agli allestimenti già citati è disponibile anche la variante Trekking. Quest’ultima abbina un pack estetico “stile crossover”, con fascioni protettivi sulla parte bassa della carrozzeria, slitta satinata anteriore e piastra di protezione del motore, a sospensioni lievemente rialzate (+1 cm). Si distingue inoltre per la presenza di serie del sistema Traction+, un controllo della trazione (che rimane anteriore) dotato di specifico programma per la marcia su fondi difficili che si attiva premendo un apposito pulsante sulla plancia. Tra le dotazioni a richiesta, particolarmente interessanti sono il pack Family Plus e l’opzione Tetto Alto: il primo include, tra le altre cose, una terza fila composta da due poltrone singole e l’apertura a compasso dei finestrini corrispondenti, normalmente fissi. La seconda, eredità della variante commerciale, consiste in un profilo superiore rialzato di circa 20 cm (per un’altezza complessiva di 2,15 metri) e un sistema di vani portaoggetti e si può avere soltanto con i motori a gasolio. Quanto alla variante Maxi a passo lungo, questa è invece disponibile soltanto con il più potente dei turbodiesel, quello da 120 CV e 300 Nm di coppia, di nuovo nelle varianti Easy e Lounge e malgrado lo spazio in più si può ordinare unicamente a cinque posti, essendo pensata per chi ha particolari necessità di carico. Inoltre, per questa non è prevista l’opzione Tetto Alto. Il prezzo base del 1.4 T-Jet Easy è di poco inferiore ai 20.000 euro, circa 23.000 per il modello a metano mentre per il Diesel la base è poco sotto i 22.000 euro. Benzina

  • 1,4 turbo 120 CV esclusivamente trazione anteriore solo cambio manuale
Metano
  • 1,4 turbo 120 CV esclusivamente trazione anteriore solo cambio manuale
Diesel
  • 1,6 turbo 95 CV esclusivamente trazione anteriore solo cambio manuale
  • 1,6 turbo 120 CV esclusivamente trazione anteriore solo cambio manuale

Fiat Doblò: conclusioni

Non più nuovissimo ma ancora moderno nell’aspetto e con molte frecce al suo arco, Doblò paga inevitabilmente l’anzianità del progetto sotto l’aspetto delle dotazioni tecnologiche. Se l’infotainment è stato mantenuto tutto sommato aggiornato con validi sistemi Fiat UConnect (ma senza compatibilità Apple Car Play o Android Auto, oggi tra i requisiti più richiesti), a sentire maggiormente il gap con la concorrenza è il comparto sicurezza attiva, dove mancano del tutto i moderni ADAS presenti invece su rivali più freschi e meglio equipaggiati tra cui Peugeot Rifter, Citroen Berlingo (e lo stesso Opel Combo Tour, oggi “Made In PSA”) nati da piattaforme molto più recenti. Conserva tuttavia un listino interessante, molti pacchetti di accessori e motorizzazioni oneste anche se non al top assoluto per prestazioni.

Recensioni dei veicoli Fiat Doblo

47 Recensioni

4,1