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Citroen CX

Citroen CX

All'inizio degli anni '70, la celebrata Citroën DS comincia ad accusare il peso del tempo. Le linee anticonformiste sono ancora in grado di sedurre gli automobilisti legati al marchio francese, ma a livello tecnico l'iconica vettura non può reggere la concorrenza delle più recenti berline tedesche, Mercedes-Benz e BMW in testa. Continua a leggere

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Citroën CX, degna erede della DS

In Citroën, del resto, ad un'erede della DS pensavano già da tempo, avendo messo in conto che non sarebbe stato facile creare qualcosa di così tanto innovativo. Il progetto parte addirittura all'inizio degli anni '60 e si protrae per tutto il decennio, ritardato peraltro da una serie di vicissitudini che riguardano altri modelli della gamma: si pensi alla lunga gestazione che portò alla nascita della GS, vettura di classe media presentata al pubblico nel 1970. Inoltre, quegli anni sono delicati per Citroën, che sta attraversando un periodo tra i più difficili della sua storia, il quale culminerà nella joint venture con Peugeot e nella nascita del gruppo PSA. Tornando alla nuova ammiraglia, il primo nodo da sciogliere è proprio il design, poiché non si potrà in nessun caso presentare al pubblico una vettura anonima, ma al contrario la nuova creazione dovrà avere delle profonde connessioni con l'auto che andrà a sostituire. Il punto di partenza è un prototipo disegnato da Pininfarina, per il cui sviluppo viene chiamato Robert Opron, dato che il celebre Flaminio Bertoni, padre della DS, era deceduto pochi anni prima. Opron svolge soprattutto un lavoro di affinamento sul prototipo presentato dalla casa italiana, dato che questo già contiene in sé una serie di linee guida decise, a cominciare dall'impostazione a due volumi e dal design fortemente aerodinamico. Quest'ultimo aspetto, che giustifica anche la scelta del nome della nuova ammiraglia, è preponderante: la neonata Citroën CX presenta forme davvero ardite, debitrici tanto al design della DS che a quello della particolarissima coupé SM, realizzata da Citroën in accordo con Maserati. Presentata alla stampa nel 1974, la CX ottiene subito grandi consensi, che si traducono nel titolo di "Auto dell'anno". Il merito è soprattutto della linea seducente, dotata di un coefficiente di penetrazione di 0,35 Cx (dato quasi da record per l'epoca), ma anche dello stile degli interni, che presentano una serie di soluzioni d'avanguardia. Infatti, accanto a trovate già edite, ad esempio il volante monorazza, la CX sfoggia alcune assolute novità, come la strumentazione non più a lancetta ma a "scala rotante". In questo particolare cruscotto, infatti, le informazioni sono fornite mediante una lente che ingrandisce le scale e i numeri di tachimetro, contagiri e indicatori del livello del carburante e della temperatura dell'acqua. Funzionale e scenografica, questa strumentazione equipaggerà per molto tempo le Citroën a venire.

Citroën CX: non solo design

La Citroën CX mostra subito una grande personalità, pregio molto apprezzato dai clienti della casa francese: il lungo cofano termina con un muso affilato e due grandi fari trapezoidali; la coda è tronca e prevede un grande lunotto in vetro che permette al tetto di raccordarsi dolcemente al posteriore; la vista laterale è molto snella per via degli ampi vetri e delle caratteristiche carenature delle ruote posteriori. Tutti questi elementi rendono dunque la CX immediatamente riconoscibile rispetto alla pletora delle ammiraglie tre volumi tedesche. Strumentazione a scala rotante a parte, anche il resto degli interni non delude in termini di design e innovazione, poiché la plancia vanta una forma molto particolare: dominata dal cruscotto cosiddetto a "lunula", è un bel concentrato di stile francese che fa anche sfoggio degli ultimi ritrovati nel campo dell'ergonomia. I comandi sono infatti raggruppati in due satelliti posti ai lati del volante e sono facilmente raggiungibili dal guidatore, che non è costretto a cercarli alla cieca e che può, soprattutto, attivare le principali funzioni dell'auto senza dover staccare le mani dallo sterzo. Il resto degli interni è più tradizionale, ma comunque assolutamente adeguato al livello di classe che la vettura esprime, a cominciare da sedili ampi e ben rifiniti e da una dotazione di accessori decisamente buona per il periodo. Dal punto di vista meccanico, l'auto è però meno ardita poiché, ad una struttura mista monoscocca-telaio piuttosto innovativa e capace di garantire un migliore assorbimento in caso di incidente, gli ingegneri francesi rispondono con altre soluzioni più rassicuranti, come ad esempio le sospensioni idropneumatiche che avevano esordito sulla DS. I freni sono a disco (gli anteriori ventilati), lo sterzo a cremagliera e i motori piuttosto tradizionali. Sotto quest'ultimo aspetto, infatti, Citroën sceglie di equipaggiare inizialmente la sua CX con un unico propulsore 2.0 litri a carburatore, dotato di 102 cavalli. Sulla scelta pesano i forti investimenti fatti dalla casa francese sul motore rotativo Wankel (che per intenderci, equipaggerà le Mazda), inizialmente considerato un propulsore ideale per CX, ma poi accantonato per varie ragioni, a cominciare dagli elevati consumi.

Le diverse serie di Citroën CX

La gamma della prima serie della Citroën CX si allargherà ben presto, grazie all'avvento di nuovi propulsori quali il 2.2 litri, il 2.4 a carburatore e successivamente a iniezione, il nuovo 2.0 litri in lega di alluminio e il 2.5 ad alimentazione diesel. Aumentarono esponenzialmente anche gli allestimenti, caratterizzati da vari livelli di dotazione e da specifiche finiture, tra cui Confort, Prestige, Pallas, Super, Limousine e GTi. Intanto, Citroën decide di lanciare anche la versione wagon, nuovamente denominata Break, caratterizzata da una grande capacità di carico. Dopo circa un decennio però l'ammiraglia comincia ad arrancare rispetto alla concorrenza, così nel 1985 la casa francese presenta la seconda serie: la linea resta sostanzialmente invariata, ma la nuova Citroën CX mostra alcune modifiche sostanziali, come l'adozione di paraurti in plastica, nuove maniglie apriporta, nuovi specchietti, una rinnovata plancia con strumentazione a lancette. Quest'ultimo modello, dunque, resterà in produzione sino al maggio 1989, data di debutto dell'inedita ammiraglia XM. La Citroën CX, alla fine della carriera, supererà abbondantemente il milione di esemplari prodotti e continuerà ad essere apprezzata anche tra le auto usate, merito di una affidabilità conclamata, oltre che per le sue doti di confort. Nell'usato auto, in particolare, alcune CX mantengono quotazioni piuttosto elevate e sono decisamente ricercate dai collezionisti.

Recensioni dei veicoli Citroen CX

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