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Ford GT

Ford GT

La supercar dell’Ovale Blu tornata dal passato

La sigla GT, per la Casa americana, significa molto. Ecco perché, parallelamente al ritorno in pompa magna alla 24 Ore di Le Mans, Ford GT è tornata sul mercato sotto forma di una supercar estrema e futuristica, profonda evoluzione di quella prima GT in commercio dal 2004 al 2006, lei sì omaggio moderno alla vecchia GT40 che ha scritto pagine importanti nella storia del Marchio. La Ford GT nasce dunque nel 2016, in concomitanza con il cinquantesimo anniversario della prima vittoria alla più famosa gara di endurance del mondo. Continua a leggere

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Ford GT: com’è fatta, pro e contro

La nuova generazione di Ford GT è una supercar affilata ed estrema nelle forme, dove l’aerodinamica gioca un ruolo importante e dove la parentela con la vettura da competizione è molto stretta. Ford GT è lunga 4,76 metri, larga 2 metri e alta appena 1,11 metri. Nella classica forma a due posti secchi, c’è poco spazio per i bagagli, con un piccolo vano da 11 litri che non lascia spazio neanche al più piccolo dei trolley, ma non è certo questo il dettaglio sul quale soffermarsi.

Realizzata su un telaio in fibra di carbonio, la Ford GT ha portato su strada, seppur in serie limitata, la tecnologia delle competizioni. La sua lunghezza può colpire ma in realtà frutto di uno studio accurato in galleria del vento, con canalizzazioni precise per spostare l’aria là dove serve e con gli inediti pontoni laterali che dirigono il flusso verso l’ala posteriore mobile, capace di sollevarsi o abbassarsi in frenata o al crescere delle velocità.

L’aerodinamica attiva riguarda poi altre parti della vettura che possono rimanere aperte o chiuse sempre a seconda che la GT stia viaggiando in curva, a velocità sostenuta, o in rettilineo, così da fendere l’aria sempre nel miglior modo possibile. Una curiosità è legata al suo parabrezza, realizzato nel cosiddetto Gorilla Glass, ossia lo stesso materiale che si ritrova sullo schermo dei nostri smartphone. Con un peso a secco vicino ai 1.400 chili ogni chilogrammo risparmiato è oro. Colpisce anche la copertura del vano motore con delle aperture a branchia di squalo per raffreddare il 3.5 Ecoboost situato in posizione centrale. Lo scarico è invece doppio e posizionato in alto, per lasciare libero sfogo al largo diffusore dalla strategica importanza aerodinamica.

Altra curiosità riguarda i fari posteriori, appositamente vuoti al centro per consentire lo sfogo da una parte dell’olio motore e, dall’altra, dell’olio del cambio. Assoluta genialità nella ricerca tecnologica. Dentro la Ford GT offre due sedili dall’aspetto racing e un grande utilizzo della già citata fibra di carbonio. Diverse sono le modalità di guida, compresa la Track che abbassa la vettura, estrae automaticamente l’alettone e cambia aspetto ai comandi in abitacolo, restituendo una sensazione pari a una macchina da competizione e il cui uso viene consigliato solo in circuito. Anche in questo caso lo spazio non è certo elevato così come la posizione di guida risulta essere di stampo corsaiolo, con volante verticale e gambe distese rispetto al bacino; il sedile è fisso, si regolano la profondità di volante e pedaliera. Buona invece la visibilità grazie all’ampio parabrezza, meno quella posteriore: ci pensano solo il piccolo retrovisore e gli specchietti laterali a sbalzo sulla carrozzeria. L’accesso in vettura è invece poco facilitato dall’apertura ad ali di gabbiano delle portiere, come avviene su altre supercar ad alte prestazioni come la McLaren 720S.

Ford GT: allestimenti, motori e prezzi

Il cuore pulsante della Ford GT di seconda generazione, rispetto al precedente 5.4 V8 con compressore volumetrico da 558 CV, è diventato il 3.5 Ecoboost V6 da 656 CV. Una diminuzione di cilindrata, e di cilindri, che non ha inficiato le sue prestazioni, anzi. La presenza del biturbo denota infatti una potenza superiore al passato così come la coppia è di circa 750 Nm, capace di proiettarla da 0 a 100 km/h in meno di 3 secondi per una velocità che può sfiorare i 350 km/h nella modalità di guida più spinta. La scelta di puntare su un V6 si nasconde dietro la necessità di rastremare il più possibile la parte finale della vettura, almeno nel suo corpo centrale, così da dare sempre più importanza all’aerodinamica che la tiene schiacciata a terra. Proprio su questo aspetto si denota una differenza con le sue concorrenti, molto spesso, se non sempre, accompagnate da un motore dotato di più cavalli. Qui, invece, è la leggerezza che fa la vera differenza. Il cambio associato al V6 Ecoboost è un doppia frizione a 7 rapporti mentre l’impianto frenante è firmato dall’italiana Brembo, con l’utilizzo di materiali carboceramici. Gli pneumatici di serie sono invece Michelin Pilot Sport Cup 2 a elevato grip, pronti per l’utilizzo in pista. La trazione è poi trasferita tutta al posteriore senza la presenza di un differenziale.

Interessante la gestione elettronica di tutti i parametri grazie a 50 sensori installati in vettura che restituiscono un traffico di dati considerevole elaborato dalle varie centraline. Il tutto anche nell’ottica della sicurezza, essendo assenti sistemi di assistenza alla guida attiva. Ford dichiara un consumo nel ciclo combinato di 16,7 l/100 km per il 3.5 biturbo V6 Ecoboost. Il prezzo della Ford GT sfiora i 550.000 euro, personalizzazioni escluse.

Ford GT: conclusioni

In Italia, almeno per i più appassionati, la Ford GT, e prima di lei l’antesignana GT40 (chiamata così perché alta da terra appena 40 pollici, circa 102 centimetri), è sempre stata la rivale nelle corse della Ferrari, simbolo del bel paese. L’arrivo della nuova generazione, lanciata ufficialmente al North American International Auto Show di Detroit nel gennaio 2015, è stata presto ampliata dai 500 esemplari iniziali previsti fino al massimo di 1.350 esemplari nel giro di appena quattro anni.

L’arrivo della Ford GT, subito diventata desiderio dei collezionisti, ha rappresentato più un’operazione di immagine per il colosso americano, nella forma di una cosiddetta “halo car”, termine che identifica un’autovettura manifesto di un brand, desideroso più che mai di mostrare i muscoli parallelamente al ritorno alle competizioni in forma ufficiale; va infatti sottolineato che il mito legato alla GT nacque nel 1966, quando la vittoria nella 24 Ore di Le Mans regalò gloria eterna a questo modello. Nel 2016, cinquant’anni esatti dopo, il ritorno è stato premiato con una vittoria e la Ford GT non è altro che la trasposizione stradale di questo sogno su quattro ruote, dotato di aerodinamica attiva, telaio in carbonio e un motore dalle grandi prestazioni grazie alla grande leggerezza della GT. Essendo una serie limitata, c’è da scommettere che diventerà ben presto, se non lo è già, un oggetto di culto per molti collezionisti. La sua produzione, programmata fino a fine 2019, renderà i suoi avvistamenti davvero merce rara così come sarà difficile trovarne una sul mercato dell’usato in futuro.