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Honda Integra

Honda Integra

Vent’anni di carriera per la sportiva giapponese

Honda Integra ha visto per la prima volta la luce nel 1985, in qualità di erede della Honda Quint, entrata a listino cinque anni prima. La sua carriera è durata vent’anni lungo quattro generazioni che hanno sempre puntato molto sulla sportività: in molti ricordano la Integra Type R di metà anni ‘90, una sigla sinonimo di grandi prestazioni che è arrivata fino ai giorni nostri sulla Civic. Commercializzata in Nord America con il Marchio Acura, oggi il nome Integra è passato a uno scooter prodotto dalla Casa giapponese. Continua a leggere

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Honda Integra: com’è fatta, pro e contro

Honda Integra è cresciuta nelle dimensioni dalla prima alla quarta generazione: la prima Integra del 1985 è lunga 4,28 metri (4,35 la cinque porte) mentre già la seconda arrivava a toccare i 4,48 metri nella variante Sedan, o berlina tre volumi. La seconda Integra aveva un’altezza variabile tra 1,27 metri (variante hatchback) e 1,34 metri (Sedan). La terza generazione, dalla lunghezza variabile tra 4,38 e 4,52 metri, riproponeva diverse altezze sempre a seconda delle versioni. La quarta generazione, proposta nella sola variante coupé, è lunga 4,39 metri, larga 1,72 metri e alta 1,4 metri. Il passo dell’ultima generazione è di 2,57 metri ma la sola carrozzeria tre porte non rendeva troppo agevole al divanetto posteriore, mentre l’ampio lunotto non costituisce un ostacolo alla visibilità posteriore.

La Honda Integra più famosa arriva nel 1993 e porta i noti doppi fari rotondi associati poi alle prestazioni della Integra Type R, vettura da 190 CV in un certo anticipata dalla GS-R già introdotta nel corso degli ultimi anni di carriera della seconda serie. Anche per la Type-R mantiene questi livelli di potenza e si propone come la classica coupé giapponese figlia degli anni ’90 dalle prestazioni ragguardevoli grazie a una meccanica semplice ma efficace, con la trazione anteriore e il differenziale autobloccante meccanico. Tra la seconda e la terza generazione sono rimasti anche i fari posteriori a sviluppo orizzontale, quasi a tutta larghezza, mentre sulla terza l’alettone, già presente sulla seconda Integra, aumenta di dimensioni e diventa simbolo della Type R, “figlio” dell’aumento di prestazioni e pronto a rispondere, letteralmente ad armi pari, con la rivale per eccellenza, la Toyota Celica , quest’ultima disponibile anche con trazione integrale nella versione GT-Four.

Nel 2001 è arrivata la quarta e ultima generazione, una vettura più vicina alle auto di oggi nelle forme e nel design e anche questa proposta nella sola carrozzeria tre porte: la quarta generazione, canto del cigno di questo modello, è stata nuovamente proposta nella variante Type-R, e Type-S.
Non certo ampia la disponibilità di spazio sulla Honda Integra, ancor di più considerando le versioni con la sola carrozzeria tre porte come la quarta, introdotta nel 2001. La Honda Integra Type R della terza generazione propone un bagagliaio con capacità di 353 litri. Tra le coupé sportive del suo periodo come non ricordare la Toyota Celica, la Mitsubishi Eclipse , prima che la Casa giapponese tornasse a usare questo nome per il recente crossover Eclipse Cross e per l’italiana Alfa Romeo Brera , arrivata nel 2002 a concorrere con la quarta generazione di Honda Integra (DC5), commercializzata nella versione Type R da 220 CV sul solo mercato giapponese.

Honda Integra: allestimenti, motori e prezzi

Fino alla seconda generazione, la Honda Integra è stata proposta nelle varianti coupé, berlina tre volumi quattro porte e cinque porte. Per i primi modelli la potenza non raggiunse mai i livelli della terza generazione, specie dopo l’introduzione della versione Type-R. Quest’ultima, vero simbolo di tutta la storia di questo modello, montava il motore B18C, una sigla dietro la quale Honda nascondeva la pura potenza del 1.8 aspirato dotato di tecnologia V-Tec, rimasta famosa nella mente degli appassionati per la sua efficacia superata una certa soglia di giri motore, ancor di più pensando alla natura stessa del motore aspirato. 190 CV a 8.000 giri/min, per la precisione, regime massimo di rotazione difficile da trovare su un aspirato, e 105 CV/litro, tra le più alte mai viste in quel periodo storico in termini di produzione di auto sportive. Omologata per il gruppo N, ossia per partecipare ai rally, la Honda Integra Type-R poggiava su un telaio più performante e resistente, l’assetto venne ribassato e anche l’antirollio irrigidita.

I consumi dichiarati per il 1.8 V-Tec parlano di 12,1 l/100 km in urbano, 6,9 l/100 in extraurbano e 8,8 l/100 nel ciclo misto, mentre le prestazioni confermano la sportività di questa specifica motorizzazione che oggi rende la Honda Integra Type-R una delle coupé sportive, con qualche anno sulle spalle, più desiderata dagli appassionati del genere: 233 km/h di velocità massima e 6,7 secondi per passare da 0 a 100 km/h nonostante una coppia, non certo da record, di 178 Nm, a 7.300 giri/min. Un motore che, come si suol dire, va guidato in alto, come ogni V-Tec che si rispetti. I prezzi della Honda Integra d’occasione sul sito di Autoscout24 partono da circa 9.000 euro.

Honda Integra: conclusioni

Al fianco della Honda Civic , entrata a listino nel 1972 e mai più eliminata dal commercio, a differenza della Integra, la Coupé giapponese è rimasta nel cuore degli appassionati per la sua sportività: chi conosce il mondo Honda non potrà non ricordare la Integra Type R, una delle miglior trazioni anteriori mai prodotte negli anni ’90 (arrivò in Italia a cavallo tra il 1997 e 1998) la cui sigla è oggi orgogliosamente al fianco dell’ultima generazione di Honda Civic. Proprio la Integra Type R con il suo motore VTEC aspirato da 9.000 giri, rappresenta oggi quasi un oggetto proibito tra i collezionisti che fanno follie pur di accaparrarsene una, essendo molto rara. Arrivata due anni dopo la CRX , la Integra ha rappresentato l’idea di Coupé sportiva fino al 2006, quando è uscita dal mercato. Inspiegabilmente Honda ha fatto “morire” prodotti di culto come la stessa Integra, nome che oggi appartiene, quasi uno sfregio alla storia di questo modello, a uno scooter, o la più famosa S2000, anche lei balzata nell’olimpo delle sportive grazie al prodigio della tecnica rappresentato dal motore V-TEC. Grandi prestazioni ma anche consumi non certo contenuti specie per una vettura lontana anni luce dalle regole anti-emissioni dei giorni nostri. Oggi considerata tra le migliori trazioni anteriori di sempre, la Honda Integra è innegabilmente legata a doppio filo a quella che è stata la storia della versione Type-R, ancora di recente battuta a un’asta in America per cifre record. Molto difficile trovarne una a buon prezzo e soprattutto a chilometraggio limitato.