Le migliori 10 auto di medie dimensioni e i prezzi di listino

In grado di offrire una combinazione ideale tra dimensioni esterne, abitabilità e prezzo, le cosiddette compatte medie di Segmento C, e i rispettivi C-SUV, sono ancora le prime auto ideali per molti automobilisti. Scopriamo quali sono i migliori 10 modelli di auto di medie dimensioni sul mercato.

L’Italia, si sa, è Paese da automobili compatte. Le nostre Case automobilistiche si sono specializzate più di molte altre nazioni nella produzione di automobili piccole, leggere, anche piuttosto economiche, ma in grado di essere valide, spesso divertenti, e soprattutto utili. Se per molti le compatte come citycar e piccole di Segmento B sono ancora le vetture preferite, nella Penisola e, soprattutto, in Europa, si fa spazio una categoria di automobili leggermente superiore in quanto a dimensioni, contenuti, potenza e spazio interno, ma senza esagerare: le auto medie.

Queste vetture sono note anche come auto compatte medie o di “Segmento C”, seguendo una convenzione dell’intera industria automobilistica europea che definisce e paragona automobili diverse per dimensione e caratteristiche comuni, utilizzando le lettere dell’alfabeto a partire dalle piccole citycar, le Segmento A. Secondo questa logica, quindi, le automobili di Segmento C, o compatte medie appunto, sono automobili dalle dimensioni relativamente compatte ma superiori ad automobili utilitarie da città, proposte con carrozzeria berlina a due o tre volumi (con, quindi, il portellone posteriore o con una coda separata dall’abitacolo) o Station Wagon (convenzionalmente più lunghe), dotate di un buon equilibrio tra dimensioni esterne, abitabilità interna, capacità del bagagliaio e motori più potenti delle più piccole compatte.

Amatissime in Europa, hanno come “bandiera” una delle automobili più vendute di sempre, la Volkswagen Golf, esempio primario di auto media: compatta ma non troppo, versatile, spaziosa, con buone potenze e prezzi non esagerati. Al netto dei prezzi sempre più alti causati da un aumento generalizzato del mercato dell’auto globale, tutto questo è ancora così nonostante l’arrivo dei SUV, più grandi ma con le stesse caratteristiche. Scopriamo allora quali sono le migliori 10 auto di medie dimensioni tra compatte medie, berline e SUV di Segmento C, e i loro prezzi.

Sommario

Auto di medie dimensioni, le 10 migliori sul mercato

Prima di conoscere meglio i migliori 10 modelli di auto di medie dimensioni, è bene mettere i centimetri sul tavolo. Cosa vuol dire, dal punto di vista squisitamente dimensionale, definire “media” un’automobile? Partendo dalle classiche compatte medie a due volumi, le dimensioni delle Segmento C vanno dai 4,20 metri delle più compatte fino a sfondare quota 4,50 metri per le due volumi più generose. Per le vetture a tre volumi e le Station Wagon, invece, i centimetri crescono senza, però, cambiare segmento: vista la carrozzeria differente, infatti, queste vetture hanno dimensioni comprese tra i 4,55 e i 4,70 metri, arrivando, ad esempio, alla Skoda Octavia come limite massimo con i suoi 4,70 metri.

Cosa si fa, invece, con i SUV? Per Sport Utility e crossover, infatti, le dimensioni sono cresciute, con una leggera sovrapposizione tra i segmenti di vetture a “ruote basse” a livello di centimetri. Per le cosiddette C-SUV, infatti, si devono superare almeno i 4,35 metri per i modelli più compatti, mentre i SUV di Segmento C più lunghi possono arrivare anche a 4,60 metri di lunghezza, lasciando poi spazio ai D-SUV. Per quanto riguarda, invece, motorizzazioni e alimentazioni, le automobili di Segmento C offrono praticamente ogni soluzione attualmente sul mercato: benzina, Diesel, Mild Hybrid, Full Hybrid, Plug-In Hybrid, elettriche e GPL. Scopriamo allora quali sono le automobili più interessanti di questi segmenti, C e C-SUV, sul mercato del nuovo italiano.

Cupra Formentor

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Partiamo allora dalle migliori 10 auto medie sul mercato del nuovo da uno dei modelli più apprezzati in Italia e non solo, la Cupra Formentor. Lanciata nel 2020, la Formentor è stata la prima Cupra originale realizzata dalla giovane Casa spagnola, che proprio con questo C-SUV sportivo è riuscita a fare un inatteso exploit. Lunga 4,45 metri, la Formentor è caratterizzata da un look davvero aggressivo e sportivo, con un’altezza da terra quasi da classica compatta (1,52 metri) e delle proporzioni da media sportiva. Il cofano lungo e muscoloso, la carrozzeria spostata verso l’asse posteriore e il posteriore che integra tutte le linee molto audaci di Cupra la rende uno dei SUV più appaganti dal punto di vista estetico.

Con il restyling del 2024, poi, la mascherina anteriore ancora in stile SEAT è stata sostituita da un più personale muso “a becco” carenato, con fari a LED molto aggressivi. All’interno, lo spazio è piuttosto buono, ma ovviamente non eccezionale per via delle linee molto sportive, con una ottima qualità costruttiva e tutta la tecnologia del Gruppo Volkswagen, sebbene manchino dei comandi fisici per il clima automatico e per altre finiture. Su strada, la Formentor è un’auto che spinge forte sulla sportività con un assetto piuttosto rigido e un’insonorizzazione non eccezionale. Per contro, il SUV spagnolo ha un’ottima tenuta di strada, si guida bene, con agilità e con uno sterzo preciso e piuttosto diretto.

A livello meccanico, la Formentor è realizzata sulla piattaforma MQB, condivisa con tanti modelli del Gruppo VAG, e una grande quantità di motori, quasi tutti termici. Non manca, ad esempio, il 2.0 TDI turbodiesel da 150 CV con cambio automatico DSG a 7 marce, così come la controparte a benzina, il 1.5 TSI da 150 CV con cambio manuale o, in versione Mild Hybrid, con cambio automatico. Molto presente l’ottimo 2.0 TSI quattro cilindri turbo con tre livelli di potenza: 204 CV con trazione integrale, 265 CV con trazione anteriore e 333 CV con trazione integrale. Al top la meravigliosa VZ5 con il 2.5 cinque cilindri turbo di origine Audi da 390 CV, mentre la più interessante per il mercato attuale è l’ottima e-Hybrid con sistema Plug-In. Sotto il cofano, c’è il 1.5 turbo da 150 o 177 CV, motore elettrico da 125 CV e batteria da 19,7 kWh, per un’autonomia di 125 km WLTP e potenze di 204 e 272 CV.

Dacia Bigster

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Da un’auto che spinge forte sulla sportività ad un’automobile più razionale e versatile, la Dacia Bigster. Il primo modello di Segmento C di Dacia è un’auto che punta al sodo come tutte le vetture della Casa romena, ma che rispetto a tutti gli altri modelli del brand di Mioveni ha un posizionamento più ricercato. Lunga 4,57 metri, la Bigster è realizzata sulla stessa base della più piccola Duster, rispetto alla quale è più lunga di 23 cm e con la quale condivide meccanica, motori, parte degli interni e parte dello stile. Ci sono, però, delle differenze, soprattutto nel posteriore, con passo più lungo e un look più familiare e squadrato rispetto alla più piccola Duster.

Il frontale, invece, conserva le ottime linee aggressive della più piccola Duster, ma il paraurti anteriore interamente verniciato e le prese d’aria più grandi le danno un look più cresciuto e maturo. All’interno, gran parte dell’abitacolo è invariato, condividendo con altre Dacia l’ottimo sistema di infotainment da 10 pollici su base Android, piacevoli comandi fisici del clima e una grande abitabilità sia davanti che dietro, con cinque posti comodi e un bagagliaio da ben 600 litri per le versioni Mild Hybrid a GPL. Le differenze con le altre Dacia è nella cura di alcuni materiali tra plancia, sedili e consolle centrale, più ricercate e simili a vetture di categoria superiore. Tra le curve, la Bigster ha un comportamento più maturo, con una miglior insonorizzazione, anche se resta piuttosto agile come la Duster. Le curve, però, non sono sempre il suo forte, con un comportamento dinamico più “turistico”.

Realizzata sul pianale CMF-B dell’Alleanza Renault-Nissan, la Bigster ha una gamma interamente elettrificata e con cambio automatico, con ben due motorizzazioni ibride a GPL davvero intriganti. La più potente è la Hybrid 160, con sistema Full Hybrid E-Tech derivato dai modelli Renault con motore 1.8 termico da 109 CV, due motori elettrici, cambio automatico MultiMode da 4+2 marce e 158 CV di potenza di sistema. Molto interessante la 1.2 Hybrid-G, dotata di un sistema Mild Hybrid a GPL con un 1.2 tre cilindri turbo da 140 CV, mentre la più raffinata è la Hybrid-G 4x4. All’anteriore c’è lo stesso 1.2 tre cilindri Mild Hybrid a GPL da 140 CV con cambio doppia frizione a 6 marce, ma si aggiunge al posteriore un motore elettrico da 28 CV con batteria dedicata e cambio a due rapporti, per una potenza di sistema di 154 CV e delle capacità fuoristrada davvero ottime.

Honda Civic

2026 Honda Civic Hatchback - Normal Cars that are Fun

La Honda Civic compare tra le migliori auto di medie dimensioni ormai da decenni. L’attuale generazione lanciata nel 2022 è infatti l’undicesima della storia della compatta giapponese, che con ogni iterazione si migliora in termini di tecnologia, qualità costruttiva e dinamica di guida. Da qualche generazione, la Civic è cresciuta parecchio nelle dimensioni, diventando una delle Segmento C più grandi: la Civic XI è lunga ben 4,55 metri, quasi “sforando” il segmento D. Lo stile, invece, è diventato decisamente meno estremo e “orientale” delle ultime iterazioni della Civic, adottando linee più semplici e pulite, che le garantiscono un ottimo coefficiente aerodinamico.

Anche l’abitacolo è decisamente più classico e convenzionale, con un layout che non rinuncia ai comandi fisici né per il clima né sul volante, con anche dei pratici tasti rapidi a fianco del display dell’infotainment da 9 pollici, semplice ma molto efficace. Lo spazio a bordo è generoso e adeguato, il bagagliaio non è eccezionale (415 litri), mentre la qualità costruttiva è davvero ottima, a livello di quella dei migliori modelli europei. Anche il quadro strumenti digitale, di ottima qualità ma con un’interfaccia molto semplice e che richiama gli strumenti analogici, permette alla Civic di apparire semplice, efficace e mai intimidatoria. Su strada, la Civic è un’auto davvero piacevole, che riesce ad unire come poche altre compatte moderne un ottimo comportamento stradale, una buona silenziosità e comodità sulle buche e, in versione ibrida, un’efficienza da auto ben più piccola.

Realizzata su un pianale modulare sviluppato interamente da Honda, con sospensioni posteriori Multilink e con un’attenzione particolare per la riduzione del peso, la Civic è ancora acquistabile, seppur per poco, nella splendida versione Type R, con motore 2.0 VTEC-Turbo da 329 CV, cambio manuale a 6 marce e prestazioni da sportiva vera. All’adrenalinica Type R, però, si affianca la e:HEV, ottima ibrida che riesce ad essere piacevole, ma anche molto efficiente. Sotto il cofano c’è un 2.0 quattro cilindri aspirato da 152 CV, collegato alle ruote solamente tra gli 80 e i 120 km/h da un cambio a singolo rapporto. Per il resto del tempo, il 2.0 funge da generatore di corrente per la batteria da 1,05 kWh, che a sua volta alimenta il motore da 184 CV e 315 Nm di coppia, motore principale della vettura (che, infatti, dichiara 184 CV). Il risultato? Prestazioni vivaci (0-100 km/h sotto gli 8 secondi) e consumi da utilitaria, omologati in oltre 20 km/l.

Hyundai Tucson

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Torniamo tra i C-SUV con uno dei modelli più venduti sul mercato italiano ed europeo, la Hyundai Tucson. Fin dalla prima generazione del 2004, infatti, il crossover coreano si è fatto lentamente spazio tra i crossover con un rapporto sempre favorevole tra prezzo, contenuti e prestazioni. L’attuale generazione lanciata nel 2020 ha segnato l’ultimo cambio di passo nella storia del modello, cresciuto nelle dimensioni, nella personalità e nei contenuti. Lunga 4,53 metri, la Tucson è un’automobile che, rispetto alle precedenti, ha deciso con questa quarta generazione di spingere sull’acceleratore sul look estetico, ora decisamente riconoscibile.

Il frontale con i quattro punti luce per lato integrati nella mascherina, i passaruota poligonali, il posteriore con un unico gruppo ottico a sviluppo orizzontale e il lunotto molto inclinato, la Tucson si fa notare, ed è una di quelle auto che o si odia o si ama. All’interno, il restyling del 2024 ha reso più moderno e raffinato l’abitacolo, adottando un nuovo display dell’infotainment più grande al centro della plancia, un quadro strumenti digitale a sbalzo, un volante più moderno e una migliore qualità costruttiva. Lo spazio, invece, è una delle cose più razionali dell’auto, con un bagagliaio che, sulle versioni a benzina, arriva a ben 620 litri, e tanto spazio per tutti i cinque occupanti.

Realizzato sulla stessa meccanica della Kia Sportage, il SUV Hyundai ha una meccanica quasi interamente elettrificata. Il 1.6 Mild Hybrid presente prima del restyling, infatti, è stato sorprendentemente sostituito da un motore sempre 1.6 quattro cilindri turbobenzina ma privo di elettrificazione, con 150 CV e cambio manuale a 6 marce o automatico doppia frizione DCT. Non manca un 1.6 CRDi turbodiesel Mild Hybrid da 136 CV, mentre i modelli più potenti della gamma sono le due ibride più raffinate, la 1.6 Full Hybrid da 239 CV e la 1.6 Plug-In Hybrid da 288 CV, con 71 km di autonomia (65 per la versione 4WD a trazione integrale). Su strada, la Tucson è confortevole e fluida, ma non sportiva, per un’auto razionale, ben fatta e concreta.

Leapmotor B05

Leapmotor B05

Non può mancare un’auto elettrica tra le migliori auto di medie dimensioni sul mercato, e a sorpresa si prende questo posto un’automobile arrivata da poco sul mercato, ma che ha già convinto per un ottimo rapporto tra prezzo e dotazioni: la Leapmotor B05. Prima compatta media della Casa cinese, commercializzata in Europa da Stellantis, la B05 è una cinque porte lunga 4,43 metri, con dimensioni perfette per il segmento C, nata proprio per convincere gli automobilisti europei. Le proporzioni e lo stile, infatti, sono da compatta moderna e piuttosto sportiva, con passaruota bombati, un look filante e dinamico e delle proporzioni diverse da quelle paciose a cui Leapmotor ci aveva abituati. Anche all’interno, la compatta cinese convince per un’ottima qualità costruttiva e per un livello di tecnologia decisamente valido.

Certamente non è un’automobile perfetta: lo spazio a bordo è piuttosto generoso davanti e buono dietro, con qualche rinuncia a livello di spazio per la testa sulle versioni con tetto panoramico in cristallo, e l’enorme sistema di infotainment da 14,6 pollici che fa anche da quadro strumenti digitale non è il più chiaro o intuitivo da usare. Il bagagliaio, poi, è solo discreto (345 litri), a causa dello spazio per le gambe dei passeggeri posteriori e della meccanica raffinata. Sotto la bella carrozzeria, infatti, la B05 nasconde lo stesso pianale delle Leapmotor più grandi, con sospensioni Multilink al posteriore e il motore elettrico posteriore, per un’auto “tutto dietro” che, su strada, convince per un comportamento dinamico ben distante da quello a cui siamo abituati di aspettarci dalle auto cinesi.

Lo sterzo è preciso e piuttosto diretto, è molto silenziosa e le sospensioni non sono troppo morbide, per un’auto che si fa apprezzare tra le curve più di tante altre elettriche. A proposito di EV, la B05 è disponibile con un solo motore, posteriore appunto, da 218 CV e 240 Nm di coppia, con due tagli di batteria LFP. La batteria d’accesso ha una capacità di 56 kWh, per un’autonomia di 401 km WLTP, uno 0-100 km/h coperto in 7,5 secondi e una ricarica in corrente continua fino a 140 kW. La più interessante è la variante di batteria da 67 kWh, più veloce in accelerazione (0-100 km/h in 6,6 secondi), con più autonomia (482 km WLTP) e con potenza di ricarica che sale a 168 kW in DC. Non eccezionali, infine, gli assistenti attivi alla guida, con ADAS presenti, ma non tarati benissimo.

Mazda 3

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Tra le migliori auto di medie dimensioni non può mai mancare l’ottima Mazda 3, che fin dal lancio della prima generazione nel 2003 ha permesso alla Casa di Hiroshima di trovare un grande successo in Europa e non solo. L’attuale quarta generazione è arrivata sul mercato nel 2018, ma nonostante gli anni di carriera è ancora un’auto fresca, dallo stile giovane e aggressivo e con tanto da dire. Lunga 4,46 metri, la Mazda 3 è caratterizzata da un look davvero aggressivo e riconoscibile, che spinge con forza sul noto linguaggio stilistico di Mazda, il Kodo Design. Linee morbide e bombate, cofano lungo e affusolato, grande mascherina trapezoidale con i sottili fari a fianco: davanti, la Mazda 3 è un’auto molto affascinante. Il posteriore della versione a 5 porte, invece, è decisamente più divisivo. Il montante C davvero voluminoso, il lunotto inclinato e i passaruota bombati la rendono molto massiccia, ma sportiva.

Per chi cerca un look più classico e armonioso, c’è la Mazda 3 Sedan, più lunga di 20 cm (arriva a 4,66 metri), con un terzo volume e linee decisamente più classiche. Anche il bagagliaio è più grande, passando dai 344 litri della Mazda 3 “normale” ai 450 litri. In ogni caso, qualsiasi sia la Mazda 3 scelta tutte le versioni hanno un abitacolo classico, ma non antiquato. Non mancano, ad esempio, tutti i sistemi di assistenza alla guida, ci sono Apple CarPlay e Android Auto e il sistema di infotainment da 8,8 pollici si comanda con un comodo rotore dietro la leva del cambio, perfetto per chi non vuole distrarsi alla guida. Il quadro strumenti è ancora misto analogico-digitale, con un contagiri a lancetta davvero godurioso per chi vuole guidare, mentre la qualità costruttiva e l’ergonomia sono tra le migliori del segmento C. Lo spazio, invece, è ottimo davanti e non esagerato dietro, complice un generoso tunnel di trasmissione in corrispondenza del sedile centrale. A livello meccanico, la Mazda 3 sembra un’auto d’altri tempi per alcune scelte tecniche ormai diventate peculiari. Non ci sono, ad esempio, versioni ibride Plug-In né elettriche, ma soprattutto non ci sono motori turbo.

Realizzata sulla piattaforma SkyActiv, molto valida in fatto di rigidità torsionale e leggerezza, la Mazda 3 è un’auto sulla carta classica: motore e trazione anteriore, sospensioni posteriori a ruote interconnesse, motori Mild Hybrid… aspirati. Il motore più popolare è infatti il 2.5 e-SkyActiv G, un quattro cilindri di generosa cilindrata rigorosamente aspirato, con 140 CV, prestazioni buone (0-100 km/h in 9,5 secondi) e un cambio manuale a 6 marce di serie davvero piacevole da usare. C’è un automatico con convertitore di coppia a 6 rapporti optional, ma il meglio la Mazda 3 lo da col manuale. È un’auto agile, maneggevole, con uno sterzo preciso e un’ottima dinamica di guida. Non è un’auto per tutti, ma chi ama guidare in maniera “analogica” troverà pane per i suoi denti. Raffinato il 2.0 e-SkyActiv X, il quattro cilindri da 186 CV con doppia accensione, con candela e per compressione, come un Diesel. Questo benzina aspirato (c’è un compressore elettrico ad aiutarlo) ha un’erogazione particolare, è più vivace del 2.5 (0-100 km/h in 8,0 secondi) ma, su strada, il più classico “due e mezzo” è un po’ più piacevole.

Mercedes Classe A

Deze Mercedes A-klasse is de kapsalon onder de hot hatches

Il mercato delle compatte medie in Europa è fatto anche, e soprattutto, da modelli Premium, che ricercano in un look di più alto lignaggio, dotazioni “da grande” e, soprattutto, nel badge sul cofano anteriore le principali armi. Tra le tre grandi compatte Premium, però, la più interessante è ancora la Mercedes-Benz Classe A. La quarta generazione, infatti, è arrivata sul mercato nel 2018, ma nonostante l’età è ancora molto valida in fatto di comportamento dinamico, qualità costruttiva e versatilità. Lunga 4,43 metri, con questa quarta serie la Casa di Stoccarda ha aumentato le dimensioni della sua “piccola” in maniera importante, e con loro è salito anche il posizionamento della vettura. Caratterizzata da linee pulite, eleganti e raffinate, la Classe A W177 è stata rinfrescata con un restyling alla fine del 2022, che le ha regalato fari più affilati e moderni sia all’anteriore che al posteriore, paraurti ridisegnati e, in generale, un look all’altezza delle rivali più giovani.

All’interno, invece, la Classe A resta molto moderna anche per un’intuizione di Mercedes che ha fatto scuola. La Classe A W177 è stata infatti una delle prime automobili a proporre i due display di quadro strumenti e infotainment affiancati e alloggiati nello stesso pannello, una soluzione oggi utilizzata da quasi tutti i costruttori, comprese le rivali di sempre BMW e Audi. Questa soluzione ha permesso a Mercedes di creare una plancia dalle linee complesse ma molto elegante, con materiali di qualità e un occhio all’ergonomia. I comandi principali sono tutti fisici, compresi quelli del clima, e sul tunnel centrale c’è un piccolo cursore per gestire il display senza usare il touchscreen.

Per quanto riguarda la meccanica, la Mercedes Classe A è stata una delle prime auto di medie dimensioni ad introdurre una versione ibrida Plug-In, prevista dalla piattaforma MFA su cui è realizzata. Dotata di motore e trazione anteriore (con la possibilità di avere anche la trazione integrale 4Matic), la Classe A ha un’ampia gamma di motori benzina, Mild Hybrid a benzina, Diesel e appunto PHEV. La gamma a gasolio, non elettrificata, è composta dall’ottimo 2.0 turbodiesel OM654 disponibile in tre livelli di potenza: 116, 150 e 190 CV per 180 d, 200 d e 220 d. La gamma a benzina è composta da due motori Mild Hybrid, il 1.3 quattro cilindri turbo con due livelli di potenza, 180 (136 CV) e 200 (163 CV), e il più potente 2.0 turbo con trazione integrale 4Matic, anche qui in due livelli di potenza, 250 (224 CV) e 35 AMG (306 CV). Al top c’è l’esagerata A 45 S AMG, con motore 2.0 turbo assemblato a mano da 421 CV, trazione 4Matic+ e prestazioni da Supercar (0-100 km/h in 3,9 secondi). La versione Plug-In è la 250 e, che unisce il 1.3 da 163 CV della A 200 ad un motore elettrico, per una potenza di 218 CV e un’autonomia di 86 km WLTP in elettrico data dalla batteria da 13 kWh. Su strada, la Classe A è piacevole, dinamica e vivace, con una ottima insonorizzazione.

Skoda Octavia

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Uno dei modelli più venduti a livello europeo tra le compatte medie è un’automobile molto classica nella forma della carrozzeria, che conserva la raffinata e classica carrozzeria a tre volumi: la Skoda Octavia. Nata nel 1996, la Octavia è l’auto che ha cambiato la storia della Casa ceca, passata da costruttore poco raffinato dell’ex-blocco sovietico a marchio furbo, intelligente e dall’ottima qualità. L’attuale quarta serie della Octavia è arrivata sul mercato nel 2020, e conserva le due carrozzerie che l’hanno resa grande. La Octavia berlina è infatti una tre volumi con portellone posteriore completo di lunotto, una cinque porte da 4,70 metri dallo stile elegante e raffinato, dotata di un frontale immediatamente riconoscibile e di linee che la rendono decisamente appagante. Ancora più apprezzata da noi è la variante Wagon, la familiare che ha una coda pulita e filante, e che conserva la stessa lunghezza di 4,70 metri.

Salendo a bordo, la Octavia riesce ad avere una sua personalità piuttosto evidente. Nonostante sia realizzata interamente con meccanica e componenti del Gruppo Volkswagen, la plancia ha uno stile semplice ma curato, con materiali di ottima qualità, grandi vani portaoggetti e un layout ben riconoscibile della consolle centrale, con il grande display dell’infotainment più integrato di altre vetture, con comandi fisici rapiti più in basso e un bel volante a due razze con comandi fisici. Lo spazio a bordo è davvero generoso, con tantissimo spazio per i passeggeri posteriori e bagagliaio enorme sia per la berlina (600-1.555 litri) che per la Wagon (640-1.700 litri). Dotata di tutto quello che serve su un’auto moderna, dalla tecnologia di bordo agli ADAS per la guida autonoma di Livello 2, a livello meccanico è piuttosto classica.

Realizzata sulla piattaforma MQB Evo, la stessa della VW Golf 8 per intenderci, la Octavia è l’unica compatta media del Gruppo Volkswagen a non essere proposta in versione ibrida Plug-In, una scelta poco comprensibile visto che sarebbe ancora più completa e appetibile. Non mancano, invece, motorizzazioni puramente termiche, benzina e Diesel. Il motore perfetto per chi fa tanti km è il classico 2.0 TDI, il quattro cilindri turbodiesel da 116 o 150 CV, mentre non manca il classico 1.5 TSI, quattro cilindri da 116 o 150 CV con cambio manuale o automatico DSG. Nell’ultimo caso, l’Octavia diventa Mild Hybrid con un piccolo modulo elettrico. Il motore più interessante è il 2.0 TSI, il vigoroso quattro cilindri disponibile in due livelli di potenza: 204 CV, con trazione integrale di serie, e 265 CV per la sportiva RS, a trazione anteriore e con prestazioni da vera Hot Hatch.

Toyota C-HR

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L’ultimo SUV di questa carrellata è stato il primo che ha dimostrato che l’unione tra uno stile sportivo da SUV-Coupé e la meccanica ibrida del Gruppo Toyota potessero stare bene insieme. La Toyota C-HR è un’automobile che ha avuto un enorme successo in Italia e in Europa, grazie ad uno stile molto aggressivo e personale e ad una meccanica che univa comfort, facilità di utilizzo e consumi davvero ridotti. Con la seconda generazione lanciata nel 2023, Toyota ha aumentato le dimensioni, facendo rientrare la C-HR nel Segmento dei C-SUV con i suoi 4,36 metri. Se la prima serie è già audace, questa seconda generazione è ancora più coraggiosa, con un frontale molto deciso, una fiancata tormentata e con un particolare montante C a forma di L e un posteriore che enfatizza ancora il lunotto inclinato, con una firma luminosa a LED a tutta larghezza.

Nonostante lo stile molto particolare, però, in Toyota hanno lavorato per migliorare l’abitabilità senza scendere a compromessi a livello estetico. Dentro, infatti, la seconda serie è decisamente più abitabile, con tanto spazio davanti, un buon divano posteriore e un bagagliaio all’altezza (388 litri, 310 sulle versioni ibride Plug-In). Peccato per i finestrini posteriori davvero piccoli e per il montante posteriore molto grande, che riducono la luce che entra nell’abitacolo e peggiorano notevolmente, insieme al lunotto non enorme, la visibilità posteriore. Ottima, invece, la qualità costruttiva, con una plancia dominata dai due display di quadro strumenti digitale e infotainment, mentre i comandi del clima e quello del cambio restano fisici. Curiosa la soluzione per il quadro strumenti, posizionato molto in alto: si legge sopra la corona del volante, che è spostato più in basso ma di dimensioni convenzionali. È da provare, visto che non tutti si possono trovare comodi.

La “Coupé High Rider”, questo il significato della sigla C-HR, è realizzata sulla piattaforma modulare TNGA del Gruppo Toyota nella sua versione C, dedicata alle auto di medie dimensioni. La meccanica, poi, è interamente elettrificata, con una versione Full Hybrid e una Plug-In Hybrid. La versione d’accesso della gamma è la 1.8 HEV, con motore appunto da 1.8 litri sotto il cofano e il classico __sistema ibrido Full __ di Toyota, con trasmissione E-CVT e grande efficienza. Ha 140 CV, prestazioni discrete (0-100 km/h in 9 secondi) e consumi superiori ai 21 km/l WLTP. La più interessante è però la 2.0 PHEV, che utilizza il più potente 2.0 da 152 CV (sempre aspirato a ciclo Atkinson-Miller) e un motore elettrico più potente, per una potenza di sistema di 224 CV. La batteria da 13,6 kWh consente di percorrere 66 km WLTP con una ricarica, ma anche a batteria scarica la C-HR si comporta come una classica Full Hybrid Toyota, con prestazioni più vivaci (0-100 km/h in 7,4 secondi) e consumi davvero contenuti.

Volkswagen Golf

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Non possiamo che concludere il viaggio tra le migliori auto di medie dimensioni con quella che, almeno in Europa, è l’esempio più classico di compatta di Segmento C: la Volkswagen Golf. Fin dalla nascita della prima generazione nel 1974, infatti, la Golf ha raccolto il testimone del mitico Maggiolino, diventando in poco tempo l’auto del popolo per milioni di automobilisti in tutto il mondo. Grazie alla sua ricetta sempre conservata di equilibrio tra qualità costruttiva, dimensioni esterne, abitabilità e capacità dinamiche. L’attuale ottava generazione, arrivata nel 2019, è ancora una delle Segmento C più compatte sul mercato con i suoi 4,28 metri. Nonostante ciò, lo stile è classico ma maturo, migliorato sulla Golf 8 con il restyling del 2024, che l’ha resa più ricercata. Le proporzioni classiche della Golf, con il montante C a forma di L, la rendono immediatamente riconoscibile, ma per chi ha bisogno di più spazio c’è anche la furba versione Variant, la station wagon, che arriva a 4,63 metri e aumenta il parecchio il bagagliaio (611 litri contro i 381 litri della Golf a 5 porte).

Salendo a bordo, nonostante sia più compatta di altre Segmento C la Golf è spaziosa anche per cinque persone, con un’ottima abitabilità e grandi finestrini che ne aumentano la sensazione di spazio. La qualità costruttiva è buona (anche se la precedente Golf VII era fatta ancora meglio), mentre il layout della plancia è classico, ma fin troppo minimale. La Golf VIII è stata infatti criticata per l’assenza di comandi fisici per il clima e per troppi tasti a sfioramento, una situazione migliorata dal restyling del 2024 e che verrà ufficialmente risolta con la prossima generazione, che tornerà ai comandi fisici. Per il resto, è un’auto solida e concreta, che si fa apprezzare per il tanto spazio e per la praticità in dimensioni compatte.

A livello meccanico, ovviamente, la Golf è realizzata sulla piattaforma MQB Evo, versione rivista e migliorata della già ottima MQB modulare. La gamma motori è molto completa: non manca il 2.0 TDI, il turbodiesel da 116 o 150 CV, così come una folta gamma di motori a benzina, dal 1.5 TSI da 116 e 150 CV (che, con cambio automatico, diventa e-TSI con sistema Mild Hybrid) alle sportive. Non mancano, infatti, la Golf GTI, con il 2.0 TSI da 265 CV, la Golf R, con motore portato a 333 CV e trazione integrale, e la folle GTI Edition 50, con 325 CV scaricati solo sulle ruote anteriori. Le più intriganti, però, sono le ibride. La Golf e-Hybrid ibrida Plug-In è una delle ricaricabili migliori sul mercato, con il sistema di seconda generazione con motore 1.5 turbo, un motore elettrico e cambio DSG, per 204 o 272 CV, ottime prestazioni (0-100 km/h intorno ai 7 secondi) e un’autonomia in elettrico compresa tra i 131 e i 143 km WLTP. Nel 2026 è arrivata l’inedita versione Full Hybrid, il primo sistema di questo tipo di Volkswagen, con cambio E-CVT, 170 CV e consumi ottimi (oltre 21 km/l WLTP).

I prezzi delle migliori auto di medie dimensioni

Chiudiamo con i prezzi di queste vetture medie, molto apprezzate in Italia e in tutta Europa anche per l’ottimo posizionamento che hanno sempre avuto a livello economico. Purtroppo, se fino a 15 anni fa ci si poteva portare diverse compatte medie a meno di 25.000 euro, oggi i prezzi delle migliori auto di medie dimensioni sono piuttosto alti, con solamente quattro modelli che stanno sotto quota 30.000 euro.

Tra quelle che abbiamo visto insieme, la più economica è, ovviamente, la Dacia Bigster: il SUV medio della Casa romena parte da 24.800 euro, con le interessanti versioni 4x4 ibride a GPL, perfette per questo momento storico in fatto di rapporto qualità-prezzo-costi di gestione, sfiora i 30.000 euro. Spicca, poi, la Leapmotor B05, un’auto che non è di certo perfetta, ma che con la sua ottima dinamica di guida e una dotazione molto completa è offerta a partire da 26.900 euro, con offerte molto aggressive che ne abbassano il prezzo “reale” sotto i 25.000 euro. A sorpresa, invece, c’è all’interno di questa classica l’ottima Mazda 3, che nonostante l’ottima qualità costruttiva, le dimensioni generose e la buona dotazione già dall’allestimento base, parte da 28.350 euro con l’ottimo 2.5 e-SkyActiv G da 140 CV e cambio manuale a 6 marce. L’altra vettura offerta sotto i 30.000 euro è la poliedrica Skoda Octavia, che con il 1.5 turbobenzina Mild Hybrid da 116 CV, cambio automatico e carrozzeria berlina parte da 29.500 euro.

Tutte le altre, quindi, hanno un prezzo ben superiore ai 30.000 euro, con la più costosa, almeno come prezzo d’accesso, rappresentata dalla Honda Civic, che parte da 37.500 euro con una motorizzazione che per le altre è già intermedia (la 2.0 e:HEV da 184 CV) e un’ottima dotazione base. Facendosi prendere la mano con motorizzazioni, dotazioni e optional, anche in questo segmento si possono superare i 50.000 euro, con la costosissima Mercedes-Benz A 45 S AMG che parte, optional esclusi, da quasi 70.000 euro. Sono questi, quindi, i prezzi delle migliori auto di medie dimensioni attualmente sul mercato del nuovo:

  • Cupra Formentor, da 37.200 euro
  • Dacia Bigster, da 24.800 euro
  • Honda Civic, da 37.500 euro
  • Hyundai Tucson, da 34.400 euro
  • Leapmotor B05, da 26.900 euro
  • Mazda 3, da 28.350 euro
  • Mercedes Classe A, da 36.657 euro
  • Skoda Octavia, da 29.500 euro
  • Toyota C-HR, da 35.700 euro
  • Volkswagen Golf, da 31.350 euro

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Giulio Verdiraimo

E' un redattore freelance di AutoScout24 dal 2022. Ossessionato dalle automobili, è riuscito a trasformare la sua più grande passione nel suo lavoro. Amante di ogni tipologia di automobili, ad un SUV preferisce una classica berlina o una piccola hatchback, mentre la sua vera passione sono le auto d'epoca. Il suo amore segreto sono le automobili anni '90, dalle sportive analogiche alle piccole citycar leggere ed economiche. Guida tutti i giorni una Toyota Yaris TS 1.5 del 2004, mentre l'orgoglio del suo garage sono una Mini Cooper S R53 del 2006 e una Rover Mini 1.3 Sprite del 1994. Si documenta costantemente e legge di ogni automobile possibile, in modo da saper rispondere a tutte le domande e curiosità possibili sul mondo dei motori.

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