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Suzuki Maruti

Suzuki Maruti: l'utilitaria indiana che stregò l'Italia

La Suzuki Maruti è stata un'utilitaria, prodotta dalla casa indiana Maruti dal 1983 al 2003. L'azienda venne acquistata agli inizi degli anni '80 dal colosso giapponese Suzuki, che decise di spostare parte della sua produzione negli stabilimenti indiani. Il primo frutto di questa scelta fu proprio la Suzuki Maruti, basata sulla meccanica e sulla carrozzeria della Alto seconda serie. Questa piccola utilitaria era dotata di forme gradevoli e di una buona guidabilità, grazie anche alle sue dimensioni ridottissime, pari a 320 cm di lunghezza, 140 cm di larghezza e 133 cm di altezza. Disponibile in versione a tre o cinqur porte, la vettura ebbe un enorme successo commerciale nella prima metà degli anni '90, arrivando a piazzarsi al secondo posto nelle classifiche di vendita in Italia, subito dietro all'irraggiungibile Fiat Panda. Fra le sue rivali, sul mercato delle auto usate, si possono citare la Fiat Panda, la Kia Pride, la Nissan Micra e la Renault Twingo.

Suzuki Maruti: la genesi di un successo

La Suzuki Maruti si rivelò un auto di successo, grazie alla sua incredibile economia d'uso, dovuta alla meccanica semplice, ai bassi consumi ed alle dimensioni ideali per il traffico cittadino, tutte caratteristiche che sarebbero poi state riprese, e migliorate, dalle city-car del futuro. Nel 1994 venne sottoposta ad un restyling estetico, che ne addolcì le forme soprattutto nella parte anteriore, dotata di una mascherina più grande e di fari più arrotondati. Gli interni vennero lievemente aggiornati, ma mantennero la loro indole spartana ed essenziale. Venne introdotta anche una nuova motorizzazione benzina, da 1.0 litri, che andò ad affiancare lo storico tre cilindri da 0,8 litri.

Suzuki Maruti: motori piccoli ed economici

L'utilitaria indiana montava, inizialmente, il piccolo tre cilindri da 0,8 litri, dotato di una potenza di 35 o 45 CV, con un consumo nel ciclo misto di 5,5 l/100 km. Questa versione era fortemente limitata all'uso cittadino, per via del cambio manuale a 4 marce che, a causa della mancanza della quinta marcia "di riposo", causava un sensibile aumento dei consumi sui percorsi extraurbani. La Suzuki Maruti 1.0, invece, montava un quattro cilindri da 54 CV ed un cambio manuale a cinque rapporti, che le permettevano di muoversi in sicurezza anche al di fuori dell'area urbana. Nonostante l'aumento di potenza e di cilindrata, i consumi beneficiarono del nuovo cambio, fermandosi a soli 4,2 l/100 km nel ciclo combinato.