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Toyota Camry

Toyota Camry

Una media da famiglia

In Europa non è così famosa, ma la Toyota Camry negli Stati Uniti è la berlina media tra le più apprezzate e della storia. Anche perché la sua storia affonda le radici nel 1983, anno in cui fu presentata per la prima volta. L'auto ha sempre puntato alle famiglie facendo leva su un look “rassicurante” e insieme alla Corolla ha stabilito numerosi record di vendite per Toyota. Continua a leggere

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Toyota Camry: come è fatta, pro e contro, motori e allestimenti

Derivata dalla Celica Camry, prodotta dal 1979 al 1982, l’anno successivo è diventata un modello “indipendente” e, negli anni, è stata declinata in numerosi varianti sia di carrozzeria, con versioni hatchback e station wagon, sia di meccanica, con versioni a quattro ruote motrici in affiancamento ai “normali” modelli a trazione posteriore (anche se la prima Camry fu in realtà a trazione anteriore). Nel 1983 l’auto, che era considerata una compatta dalle dimensioni generose, era disponibile con due motori a benzina, un 1.8 e un 2.0. Quest’ultima poteva essere manuale a 5 marce o automatica a 4 rapporti. Oltre a queste, la Camry era prodotta anche in una versione turbodiesel 1.8 – solo manuale – che negli Stati Uniti ebbe un ruolo marginale. Nel 1987 l’auto si presentò rinnovata e, per la prima volta, introdusse anche una versione con motore a sei cilindri a V, la variante station wagon e la trazione integrale.

Nel 1992 fu la volta della terza generazione, che segnò un aumento delle dimensioni tale da giustificare un salto di categoria. Si presentò a listino in tre varianti di carrozzeria: alla berlina tre volumi e alla station wagon si aggiunse la coupé, che fu prodotta dal ‘93 al ‘96. La gamma motori fu riorganizzata e si limitò al 4 cilindri da 2,2 litri e al V6 3.0. Questa, forte di 192 CV, aveva prestazioni brillanti, scattando da 0 a 100 in 7”8. Nel 1996 fu la volta della quarta generazione, che non introdusse innovazioni di rilievo se non nel look con paraurti verniciati e linee più morbide e filanti. Dopo soli tre anni il modello si ripropose in veste di coupé.

Nel 1999 infatti nacque la Camry Solara, auto che da lì in avanti si sarebbe staccata dalle sorelle tre volumi e station per diventare un modello a se stante. La Camry Solara del 1999, spinta da una versione più potente del 3.0 V6, fu la prima a scendere sotto il muro dei 7” nello scatto da 0 a 100. Nel ‘99 fu la volta della Camry “numero 5”, rimasta in vendita fino al 2006, mentre per la seconda generazione della Camry Solara si fu costretti ad attendere fino al 2004. La quinta generazione non ebbe molto successo, a causa di prestazioni poco brillanti. L’auto, che nella versione di punta poteva contare su un V6 più potente, a causa del maggior peso e delle aumentate dimensioni fece registrare accelerazioni più lente e anche una tenuta laterale di poco peggiore della precedente.

Toyota, consapevole di aver commesso un passo falso, si impegnò molto nel rinnovare il modello e con la sesta generazione, arrivata nel 2006, presentò sul mercato una vettura moderna e ben costruita. Quella Camry, al contrario di quella prima, mise d’accordo pubblico e critica, fece registrare ottimi volumi di vendita e vinse anche numerosi premi. L’auto, proprio per cancellarsi di dosso la nomea di berlina lenta e impacciata, puntò molto sul carattere dinamico e si attestò sul mercato americano come una delle tre volumi media più veloci in circolazione. Questa reputazione fu dovuta in gran parte al nuovo V6, con cilindrata aumentata a 3,5 litri e in grado di sprigionare 268 CV di potenza, che era abbinato a un moderno cambio automatico a 6 rapporti. Ma anche le versioni spinte da più contenuti, grazie a un telaio ben tarato, potevano vantare un handling appagante.

La sesta generazione della Camry fu anche la prima ad essere declinata in una versione ibrida che abbinava un motore elettrico a un 2.4 benzina e che poteva sfruttare una potenza di 187 CV. In termini di performance, le ibride potevano giocarsela quasi alla pari con le precedenti 3.0 V6. Nel 2011, Toyota presenta la settima generazione della Camry mentre, nel 2017, immette sul mercato la generazione attuale, che è pronta a tornare in Europa dopo 14 anni di assenza.

Di Camry ibride, abbiamo detto, se ne sono già viste. L’attuale generazione della berlina nipponica, però, ha un’impostazione completamente diversa e, nel pieno rispetto della filosofia Toyota, è stata progettata per essere prima di tutto ibrida. L’auto nasce sulla piattaforma TNGA (Toyota New Global Architecture) che è stata introdotta dall’ultima generazione di Prius e che oggi è utilizzata anche per la CH-R, Rav4 e Corolla e adotta il classico schema ibrido della Casa nipponica che abbina un motore termico a un cambio e-CVT dotato di unità elettrica incorporata. Nel caso specifico, la Camry ospita sotto il cofano un 2.5 a ciclo Atkinson da 203 CV abbinato al motore elettrico da 118 CV.

La data di commercializzazione della Toyota Camry non è ancora stata resa nota. L’auto, presentata al Salone di Parigi di fine 2018, però, dovrebbe arrivare in vendita sui mercati dell’Europa occidentale entro l’anno. Toyota ci ha tenuto a specificare che a differenza del modello destinato al Giappone e agli Stati Uniti, la Camrty destinata al Vecchio Continente proporrà contenuti e specifiche pensate appositamente per soddisfare le esigenze dei clienti europei, per tornare a colmare il vuoto lasciato dalla Avensis e per vedersela sullo stesso piano con concorrenti agguerrite del calibro di Volkswagen Passat, Ford Mondeo, Skoda Superb o Opel Insignia.

Per quanto riguarda i prezzi, la Toyota Camry è presente su AutoScout24.

Toyota Camry: conclusioni

Forte di una lunga e gloriosa tradizione alle spalle, la Toyota Camry si è completamente rinnovata entrando a far parte a tutti gli effetti della gamma di motori ibridi della Casa nipponica. In questo senso, si piazza come modello singolare nel panorama automobilistico attuale, soprattutto in Europa, e si propone come alternativa “green” che potrebbe fare felici quegli automobilisti in cerca di una tre volumi tradizionale, non per forza premium, ma comunque rispettosa dell’ambiente.