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Mitsubishi Space Star

Mitsubishi Space Star: da monovolume a citycar

La categoria delle utilitarie è fra le più “combattute” in Europa, perché quasi tutti i marchi offrono almeno un modello: si va dalle bestseller a vetture meno diffuse, ma non per questo meno valide. Della categoria, nota come Segmento B, fa parte anche la Mitsubishi Space Star, 5 porte rinnovata nel 2019 che ha nell’agilità e nel basso prezzo i fiori all’occhiello. Continua a leggere

Modelli alternativi

Mitsubishi Space Star: com’è fatta, pro e contro

La prima generazione della Mitsubishi Space Star viene lanciata nel 1998 e si fa apprezzare per l’originale carrozzeria, lunga 4,03 metri ma con il tetto rialzato in stile monovolume: misura infatti 1,52 metri, 10 cm in più rispetto alla Polo e 8 in più della Clio vendute in quel periodo. Lo stile è senza fronzoli, con linee tese all’insegna della sobrietà, ma il vero punto di forza della Mitsubishi Space Star è lo spazioso abitacolo: l’agio non manca e l’altezza del baule è superiore rispetto alle rivali. Disponibile con motori benzina 1.3, 1.6 e 1.8, oltre al turbodiesel 1.9, ha la trazione anteriore e viene aggiornata nel 2002, quando cambiano pochi dettagli stilistici: fra questi c’è la mascherina, priva del listello orizzontale.

La Mitsubishi Space Star esce di produzione nel 2005 e non viene sostituita fino al 2012, quando la casa giapponese ne introduce la seconda generazione, che altro non è se non la versione per l’Europa dell’utilitaria Mirage, sviluppata per il Giappone e l’Australia. La carrozzeria è più moderna e meno “seriosa” del modello precedente, grazie al frontale arrotondato, alle scalfature nella fiancata (conferiscono dinamismo alla vista laterale) e alle luci posteriori a goccia. Non brilla per originalità, ma è più sbarazzina e gradevole. La Space Star tuttavia si fa apprezzare per le dimensioni assai ridotte: è lunga 3,71 metri, poco più di una citycar, quando molte rivali sfiorano o addirittura superano i 4,00 metri. Questo la rende assai maneggevole e facile da parcheggiare in città. I motori, solo benzina, sono 3 cilindri 1.0 e 1.2.

Nel 2015 debutta la versione ristilizzata, che diventa più raffinata grazie al nuovo design del cofano anteriore, alle griglie anteriori maggiorate e alle inedite luci di posizione a led, la cui firma luminosa (a forma di C allungata) accentua l’impressione di una vettura più larga e meglio “piantata” a terra. Inoltre, la Mitsubishi Space Star cresce di 9 cm e raggiunge i 3,80 metri: 7 cm sono nella zona posteriore, dove il fascione è più sporgente, mentre quello anteriore “lievita” di 1,5 cm. L’abitacolo rimane spazioso in rapporto alle dimensioni della carrozzeria, ed i materiali non brillano per qualità: la plancia è tutta in plastica rigida. Migliorano però i rivestimenti dei sedili e cambia il cruscotto, la cui illuminazione “vira” sul bianco, mentre arriva il sistema multimediale con Android Auto e Apple CarPlay. L’unico motore disponibile in Europa è il 3 cilindri 1.0 da 71 CV, poco brillante ma parco nei consumi.

La Mitsubishi Space Star riceve un secondo restyling nel 2019. Questa volta le novità stilistiche sono più marcate, perché il frontale diventa più personale e riconoscibile: a caratterizzarlo, oltre alla mascherina più larga, sono i fregi cromati verticali nel fascione, presenti anche su altre vetture della casa giapponese. Cambiano anche il cofano, più levigato, ed i fari, più spigolosi, oltre alla parte bassa del fascione: non c’è più il fregio cromato ad unire i fari fendinebbia. Arrivano inoltre nuovi cerchi e 3 inediti colori per la carrozzeria. L’interno della rinnovata Mitsubishi Space Star appare sostanzialmente invariato, se non per alcuni materiali più morbidi al tatto nelle zone del cruscotto e nelle portiere. Nuovo lo schermo touch di 7” del sistema multimediale, sempre dotato dei protocolli per la connessione degli smartphone.

Omologata per 5 passeggeri, nel corso degli anni la Mitsubishi Space Star non ha smarrito la principale dote: l’abitacolo resta spazioso e anche i passeggeri posteriori non stanno stretti. La lunghezza ridotta si ripercuote però sulla capacità del bagagliaio, inferiore alle rivali: è di 210 litri con il divano in posizione, mentre la Renault Clio (complice anche il divano scorrevole trasversalmente) sfiora i 400 litri. La Space Star è fra le poche auto della categoria ad offrire la garanzia di 5 anni, contro i 2 obbligatori per legge.

Mitsubishi Space Star: allestimenti, motori e prezzi

La Mitsubishi Space Star si può avere in quattro allestimenti. Quello base è l’Invite, con prezzi da 12.860 euro e una dotazione piuttosto scarna: sono di serie il “clima” manuale, le ruote in acciaio di 14” e il divano ripiegabile in 2 parti. L’Invite Radio, più caro di 500 euro, aggiunge l’impianto audio con bluetooth e lettore cd, mentre il Funky costa 430 euro in più e aggiunge lo schermo touch di 7” con Android Auto e Apple CarPlay. A partire da circa 18.600 euro c’è l’Intens, abbinato però solo al motore 1.2: ha le ruote di 15”, il “clima” automatico, il sistema di accesso a bordo senza chiave, il regolatore di velocità e l’accensione automatica di fari e tergicristallo.

È in vendita da 12.260 euro, ma con rottamazione e finanziamento si arriva a pagarla meno di 8.000 euro.

Benzina

  • 3 cilindri 1.0 da 71 CV, trazione anteriore
  • 3 cilindri 1.2 da 80 CV, trazione anteriore

La Mitsubishi Space Star si può avere con 2 parchi motori a benzina, fatti apposta per un’auto che bada tutto sulla sostanza: sono affidabili e consumano poco, tanto è vero che la Mitsubishi dichiara una percorrenza media di 20 km/l. Ad aiutarli è anche il peso ridotto, perché la Space Star ferma l’ago della bilancia a circa 900 kg, dunque la ripresa è valida e il guidatore non deve scalare marcia per riprendere velocità. Per risparmiare alla “pompa” c’è l’impianto gpl, disponibile però solo per il 1.0, mentre il 1.2 può avere la trasmissione automatica cvt: in città è valida e assicura un buon comfort di marcia, ma è poco efficace quando si vuole effettuare prontamente un sorpasso, perché fa salire di giri il motore e la rumorosità ne risente. La Mitsubishi Space Star 1.0 e 1.2 è guidabile dai neo-patentati.

Mitsubishi Space Star: conclusioni

Le Ford Fiesta,Renault Clio e Volkswagen Polo sono di gran lunga le utilitarie più diffuse in Italia e Europa, ma non è raro pagarle anche più di 15.000 euro. Chi non vuole spendere tanto, e non vuole nemmeno acquistare una vettura usata, può orientarsi verso la Mitsubishi Space Star, meno moderna delle rivali ma venduta (sfruttando le offerte) anche a partire da circa 8.000 euro. I suoi punti a favore sono anche la garanzia di 5 anni e lo spazio per i passeggeri, valido in rapporto alle dimensioni; queste però si fanno sentire aprendo il portellone: piccolo il bagagliaio. Mancano gli aiuti alla guida ed i materiali interni sono di bassa qualità.

Recensioni dei veicoli Mitsubishi Space Star

41 Recensioni

4,3