Auto per tre seggiolini: quali sono le migliori e le più economiche?

Trovare l’auto perfetta per la propria famiglia non è di certo semplice, soprattutto quando i tre figli sono ancora molto piccoli e hanno bisogno di un seggiolino. Questa difficoltà è portata anche dalla nascita di un protocollo universale di montaggio dei seggiolini estremamente sicuro, l’ISOFIX. Se, infatti, fino a una ventina di anni fa “bastavano” i semplici seggiolini che consistevano in un semplice rialzo per essere più comodi e vedere meglio la strada (e, in misura minore, per avere un miglior appiglio alle cinture posteriori), nel 1999 è stato pubblicato il protocollo internazionale ISO dedicato agli agganci inferiori in metallo per i seggiolini per bambini piccoli. Nel 2004, poi, si è aggiunto un altro protocollo ISO, quelli dei punti tether, ovvero degli ulteriori ganci posizionati dietro il divano posteriore, per un sistema che oggi permette di avere una sicurezza mai raggiunta per i bambini seduti dietro, con l’obbligo di trasportare così bambini con altezza fino a 105 cm, mentre fino ai 150 cm e 12 anni di età l’utilizzo degli ISOFIX è solo facoltativo.
A cosa servono? L’obiettivo degli agganci ISOFIX è quello di permettere di avere dei seggiolini saldamente ancorati al telaio dei sedili, e quindi all’auto stessa, per assicurare la miglior sicurezza possibile ai bambini trasportati. In pochi anni, la presenza degli attacchi ISOFIX è diventata prima obbligatoria, e poi una vera prerogativa per qualsiasi automobile che vuole avere un minimo di velleità familiari. La diffusione di questi attacchi è tale che oggi persino le Hypercar come Ferrari e Lamborghini hanno spesso gli attacchi sull’unico sedile del passeggero. In ogni caso, ormai per legge è richiesto che ci siano gli attacchi su almeno due sedili posteriori e su quello anteriore del passeggero, previa presenza della possibilità di disattivare l’Airbag anteriore lato passeggero. Questo, però, non vuol dire che tutte le auto siano uguali in fatto di accessibilità e facilità di montaggio. Inoltre, il problema nasce per le famiglie più numerose: finché si hanno uno o due figli in età “da seggiolino”, qualsiasi automobile, sostanzialmente, può essere adatta.
Le cose cambiano, e non poco, se si hanno tre figli tra 0 e 4 anni: in quel caso, trovare un’auto che offra la possibilità di alloggiare tre seggiolini è molto più difficile. Si può, è vero, montare tre seggiolini su diverse auto, con uno anteriore e due al posteriore, ma diventa quasi impossibile trasportare un’altra persona, soprattutto un adulto, sul sedile centrale rimasto libero. Per questo, i genitori di famiglie numerose cercano specificatamente le auto con tre seggiolini affiancati, che occupino interamente la seconda fila, in modo da poter viaggiare in due persone più tre bambini. Con l’addio a diversi modelli di monovolume, le automobili d’elezione per questi utilizzi, sono diventati pochi i modelli con questa possibilità. Nonostante questo, tra il mercato del nuovo e quello dell’usato ci sono diverse possibilità per le famiglie numerose. Scopriamo allora quali sono le migliori 10 auto per tre seggiolini, quali sono i modelli economici e i prezzi di queste vetture così versatili.
Sommario
Le migliori 10 auto per tre seggiolini
Per scoprire quali sono i 10 modelli migliori di auto per tre seggiolini (nonché quasi gli unici, con pochissimi modelli in più come vi racconteremo meglio) c’è da fare un importante chiarimento. Come anticipato nell’introduzione, infatti, abbiamo considerato quali sono i pochi modelli che offrono ancora la possibilità di avere tre seggiolini affiancati nella seconda fila di sedili. Questo perché, numeri alla mano, tutte le automobili moderne hanno spazio per tre seggiolini. Ormai, infatti, è la prassi vedere un attacco ISOFIX all’anteriore, dal lato passeggero, e due nella seconda fila, ai lati del divanetto. Questo riguarda sia auto piccole, come, ad esempio, la FIAT 500, che vetture ben più grandi come la BMW Serie 5, per esempio.
Per questo, ci siamo concentrati sulle auto per tre seggiolini affiancati nella seconda fila. Queste, calcolatrice alla mano, avrebbero infatti persino la possibilità di offrire quattro spazi per i seggiolini. In più, alcune auto nuove che sono dichiarate per tre ISOFIX dietro non sembrano averli davvero. Un esempio? Le Hyundai Ioniq 9 e Kia EV9, la BMW X7, la Volkswagen ID.Buzz LWB, la Land Rover Discovery, il Volkswagen Caddy e il Renault Kangoo, così come le Kia Sorento e Hyundai Santa Fe e la Citroen C5 Aircross di prima generazione. Queste vetture spesso compaiono nelle liste come vetture capaci di ospitare fino a tre seggiolini nella seconda fila, ma in realtà hanno un layout convenzionale, offrendo i sicuri attacchi ISOFIX solamente per i sedili laterali, e non per quello centrale, convenzionalmente più stretto e più alto degli altri due posti laterali.
Per questo, non sono presenti attacchi nel posto centrale su queste vetture, ma quasi tutte offrono in alternativa la possibilità, quando configurate con tre file di sedili e sei o sette posti, di avere gli attacchi ISOFIX anche nella terza fila. Su vetture di grandi dimensioni, come ad esempio le già citate __Hyundai Santa Fe__e Ioniq 9 e Kia EV9, sulla BMW X7 e sulle Land Rover Discovery e Defender si può arrivare a cinque attacchi ISOFIX, contando quello anteriore lato passeggero, i due della seconda fila e i due della terza fila. Diverse vetture di questa top 10 dei migliori modelli, poi, sono gemelle: un piccolo “trucco” per poter arrivare a 10 modelli sul mercato del nuovo. Scopriamo allora quali sono i modelli migliori di auto per tre seggiolini sul mercato del nuovo.
Audi Q7
Completamente rinnovata per il 2026, la terza generazione dell’Audi Q7 conserva dall’apprezzata seconda serie il layout all’interno, con i tre sedili singoli nella seconda fila rimasti al loro posto nonostante l’auto attorno sia cambiata moltissimo. Nonostante sia sostanzialmente un SUV di lusso da oltre 100.000 euro, la Q7 è anche una delle pochissime auto che può trasportare fino a sei seggiolini tra il sedile anteriore del passeggero, i tre attacchi singoli in seconda fila e i due attacchi nella terza fila, optional. Per avere questa possibilità, è necessario scegliere la versione con sette posti, e non quella da sei poltrone singole, più comoda e raffinata ma che porta la quantità di seggiolini possibili a cinque.
Per il resto, il nuovo Q7 è uno dei pochi SUV di lusso che offre così tanto spazio per i bambini_, con un’attenzione particolare al loro comfort. Lungo 5,06 metri, è ancora più largo che in passato arrivando a 2,01 metri, una caratteristica fondamentale per le auto per tre seggiolini, e ha uno stile più moderno e filante, con un frontale con fari su due altezze, un posteriore con fari separati e la classica silhouette di un SUV pensato per lo spazio a bordo. All’interno c’è un vero tripudio di display e tecnologia, con ben tre schermi, di serie su tutte le versioni, e tutti caratterizzati dalla tecnologia OLED per una qualità mai vista prima.
Gli interni rinunciano ai comandi fisici, purtroppo, ma allo stesso tempo abbandonano quasi del tutto il Piano Black, sostituito da un più appagante (e più resistente ai graffi) rivestimento in vero legno. Lo spazio a bordo è eccezionale, con la variante a cinque posti che offre 670 litri di capacità, mentre per la versione a sette posti si scende a 581 litri, mentre entrambe arrivano a toccare i 2.000 litri in configurazione due posti. Per l’Italia, il motore principale sarà il robusto 3.0 TDI, un V6 turbodiesel disponibile in due livelli di potenza, 245 e 299 CV. Entrambe hanno un sistema Mild Hybrid, con motore da 24 CV che muove l’auto a motore termico spento nelle manovre, mentre la trazione è sempre integrale quattro con cambio automatico a 8 marce.
Citroen Berlingo
Un’altra leggenda di questo segmento di vetture è il Citroen Berlingo. Fresco trentenne, il Berlingo ha reso popolare nel 1996 il concetto di multispazio, concependo per primo un veicolo che potesse offrire grande spazio e versatilità per la famiglia mantenendo contenuti i costi d’acquisto e le dimensioni. La terza generazione del Berlingo, lanciata nel 2018 e ristilizzata nel 2023, è lungo 4,40 metri e ha una caratteristica che ritroveremo spesso in questa speciale lista: i tre sedili singoli nella seconda fila. La presenza di tre sedute regolabili separatamente permette a Citroen di alloggiare un attacco ISOFIX per ogni sedile, permettendo così di avere un’auto molto furba e pratica in meno di quattro metri e mezzo.
Per il resto, è un’auto che punta tutto sulla praticità e sulla facilità di utilizzo: le portiere posteriori scorrevoli permettono di accedere agevolmente all’abitacolo, e lo scarso spessore di queste ultime consente di massimizzare la larghezza interna, permettendo di alloggiare seggiolini di dimensioni normali in tutti e tre i sedili, nonostante una larghezza non eccessiva (1,85 metri). L’abitacolo, per il resto, ha diversi vani portaoggetti, fatto per durare e con una buona dose di tecnologia, che non lo fa apparire come un semplice van “travestito” da automobile. Il grande bagagliaio (597 litri, che diventano 2.126 abbattendo il divano) completa il quadro di un veicolo perfetto per le famiglie che non vogliono spendere troppo.
A livello meccanico, il Berlingo è realizzato sulla piattaforma EMP2, la stessa di vetture come la Peugeot 308 e altre compatte del Gruppo Stellantis, condividendo con queste una buona dinamica di guida e una meccanica collaudata. Facile e poco affaticante da guidare, il Berlingo è disponibile, per il mercato italiano, con due motorizzazioni. Da un lato abbiamo l’elettrica, per anni l’unica possibilità per la versione trasporto passeggeri, con una batteria da 46 kWh netti, 330 km di autonomia WLTP e 136 CV di potenza. La più furba, però, è la 1.5 BlueHDi, spinta dal quattro cilindri turbodiesel da 102 o 131 CV, con cambio manuale o, per la versione più potente, automatico a 8 marce.
Citroen SpaceTourer
Spazio per un’altra Citroen con la sorella maggiore del Berlingo, il generoso Citroen SpaceTourer. Realizzato su una versione allungata e rivista del pianale del Berlingo, lo SpaceTourer è realizzato sulla stessa piattaforma del van medio della Casa francese, il Citroen Jumpy. Disponibile in due lunghezze, 4,98 metri per la versione a passo normale e 5,33 metri per quella a passo lungo, nonostante le proporzioni da veicolo derivato dai veicoli commerciali ha linee pulite e piuttosto automobilistiche. Anche lui ristilizzato nel 2024 per adottare nuovi fari e il rinnovato logo del Double Chevron al centro della mascherina per adattarsi alle ultime Citroen, lo SpaceTourer porta le caratteristiche del Berlingo ad un livello successivo.
Ancora più spazioso e generoso all’interno, anche lo SpaceTourer adotta tre agganci ISOFIX affiancati sul divanetto della seconda fila. Disponibile anche in configurazione a 9 posti con tre file da tre posti, lo SpaceTourer può offrire un vano di carico che arriva a 1.500 litri in configurazione a 9 posti con il carico fino alla linea dei finestrini, mentre rimuovendo le due file di sedili posteriori si può arrivare a ben 4.000 litri di capacità. L’abitacolo è fatto per durare, non manca una certa cura automobilistica con il quadro strumenti digitale e il sistema dell’infotainment in cima alla plancia, mentre i tanti vani portaoggetti ricordano che ci troviamo su un veicolo pensato per la massima praticità. Come il Berlingo, per qualche anno Citroen ha offerto lo SpaceTourer solamente con motorizzazioni elettriche. L’unica possibilità per i clienti europei, quindi, era di scegliere un’e-SpaceTourer con motore elettrico da 136 CV e due tagli di batteria, 50 o 75 kWh, per un’autonomia di rispettivamente 230 e 330 km. Da qualche tempo, sono tornati i motori termici, con l’offerta di un nuovo motore Diesel, il 2.2 BlueHDi quattro cilindri da 180 CV, affiancato al solo cambio automatico a 8 marce, per prestazioni di tutto rispetto e un’ottima efficienza.
FIAT Qubo L
Purtroppo, il mercato delle auto per tre seggiolini non è molto ampio, e per questo a popolare questa “Top 10” ci sono diverse automobili “gemelle”, che sfruttano la collaborazione tra grandi Gruppi industriali per offrire diverse possibilità di mobilità con marchi e posizionamenti differenti. Un esempio di ciò è il FIAT Qubo L, nuova incarnazione del piccolo multispazio che, fino al 2026, era noto come Doblò e che è, sostanzialmente, il gemello del Citroen Berlingo di terza serie. Con quest’ultimo condivide pressoché ogni caratteristica, dai tre sedili singoli per i tre comodi attacchi ISOFIX affiancati, la piattaforma EMP2 e la meccanica.
A differenziare il Qubo L ci pensa un po’ lo stile, con un frontale che adotta una mascherina sostanzialmente carenata, al centro della quale spicca il logo FIAT proprio al centro, con un richiamo sul lato guidatore alle barre oblique del logo FIAT degli anni ’80 o ’90. Rispetto al Berlingo, però, offre anche una versione a passo lungo (anche il Berlingo ce l’ha, ma non è importata al momento in Italia), con lunghezza che passa dai 4,41 metri del Qubo L “normale” ai 4,76 metri di quello a passo lungo. Il Qubo L Passo Lungo offre di serie i sette posti, mentre il bagagliaio è ancora più capiente, passando dai 597 litri della versione “normale” agli 850 litri.
A livello meccanico, poi, c’è spazio per qualche altra differenza: il Qubo L, infatti, è proposto con quattro motorizzazioni, due Diesel, una elettrica e una a benzina. La versione con motore benzina è la 1.2 Turbo, spinta dal nuovo tre cilindri ex-PureTech da 110 CV, con cambio manuale a 6 marce di serie e trazione anteriore. I due Diesel sono le stesse due versioni del 1.5 turbodiesel visto sul Berlingo, disponibile con 102 o 131 CV e cambio manuale o, in opzione per la versione più potente, automatico a 8 marce. La variante elettrica offre lo stesso powertrain, con motore da 136 CV, batteria da 51 kWh lordi (46 kWh netti) e 339 km di autonomia WLTP.
Ford Tourneo Custom
Un altro grande classico di questa classifica è un van Ford: la Casa dell’Ovale Blu ha sempre puntato con convinzione su questo tipo di veicoli, proponendo automobili spaziose, economiche ma non povere. Il modello che oggi porta sul mercato tre attacchi ISOFIX affiancati è il Ford Tourneo Custom, versione trasporto passeggeri del Transit Custom. Completamente rivisto nell’estetica e nella meccanica nel 2024, questa seconda generazione del Transit/Tourneo Custom porta ad un livello superiore la tecnologia di bordo e sotto il cofano, con l’introduzione di due inediti powertrain, elettrico ed ibrido Plug-In.
Disponibile in due lunghezze, L1 da 5,05 metri e L2 a passo lungo da 5,45 metri, entra tra le auto per tre seggiolini grazie all’adozione di un divano posteriore con ben tre agganci, che unito alla larghezza del corpo vettura di ben 2,15 metri la rende una delle più spaziose vetture per alloggiare tre seggiolini affiancati sul divano della seconda fila. Disponibile di serie con tre file di sedili e la configurazione a 8 o 9 posti, il bagagliaio è comunque molto capiente, con una capacità minima variabile tra i 797 e i 1.208 litri per la versione “corta” (973-1.534 per il passo lungo). L’abitacolo, poi, è molto moderno: su tutte le versioni c’è il quadro strumenti digitale, un grande display per l’infotainment SYNC 4 e il comodo volante con la corona collassabile, che può essere utilizzato come un tavolino.
Mancano, purtroppo, i comandi fisici per il clima, ma per il resto è un’auto pratica, con grandi portaoggetti e tanto spazio a bordo. Le dimensioni generose richiedono dei motori potenti, e il Tourneo Custom non delude. Sotto il cofano delle versioni termiche c’è il 2.0 EcoBlue, un quattro cilindri turbodiesel da 150 o 170 CV, il primo con cambio manuale e il secondo con cambio automatico e, a richiesta, la trazione integrale. Non manca poi una versioni 100% elettrica, con motore da 218 CV posteriore, batteria da 64 kWh e autonomia di 341 km nel ciclo WLTP, mentre la sorpresa è la variante Plug-In Hybrid, con sistema formato da un 2.5 quattro cilindri, un motore elettrico e una batteria da 11,8 kWh, per una potenza di 232 CV e un’autonomia in elettrico di 52 km.
Opel Zafira
Torniamo con le “gemelle” con la prima versione ribrandizzata del più grande dei multispazio del Gruppo Stellantis con l’Opel Zafira. Sulla base del già noto Citroen SpaceTourer, infatti, il Gruppo propone altri modelli con i marchi, come ad esempio lo Zafira. Nonostante il nome, però, non ha niente a che vedere con il mitico monovolume lanciato nel 1999 e che ha rappresentato per migliaia di famiglie il perfetto compagno di viaggio con tutti i bambini, quanto un più semplice multispazio derivato dal progetto K0 di veicoli commerciali e per trasporto persone del Gruppo. Lanciata nel 2019 come Zafira Life, con il restyling del 2024 che introdotto anche su questo grande multispazio la mascherina nera lucida Opel Vizor e un nuovo frontale ha perso il suffisso Life, tornando a vestire il solo nome Zafira a oltre 5 anni dall’addio all’ultima generazione del monovolume tedesco.
Come detto per il Qubo L, anche in questo caso le caratteristiche dell’Opel Zafira sono sostanzialmente invariate rispetto al modello su cui si basa. La lunghezza delle due versioni, passo normale e passo lungo, sono sostanzialmente le stesse, con piccole differenze per via della diversa forma del paraurti anteriore, più sportivo sulla Opel. Lungo 4,98 metri in versione “M” e 5,33 metri in versione “L”, il multispazio tedesco si differenzia per la presenza della già citata nuova mascherina Opel Vizor nel frontale e per il logo del Blitz sul volante, condividendo con la SpaceTourer il nuovo volante a quattro razze, il nuovo quadro strumenti digitale e il sistema di infotainment in cima alla plancia, senza però rinunciare ai comandi fisici per il clima, ai tanti vani portaoggetti e, soprattutto, ai tre attacchi ISOFIX sul divano posteriore.
Come per tutti gli altri modelli prodotti sul progetto K0, anche l’Opel Zafira è disponibile con due motorizzazioni, una Diesel e una elettrica. La proposta a gasolio è il nuovo 2.2 Diesel, il “nostro” Multijet da 180 CV e 400 Nm, disponibile di serie con il cambio automatico a 8 marce. La versione elettrica, la Zafira-e, è spinta dal “solito” motore da 136 CV e 260 Nm di coppia, con la possibilità di scegliere tra la batteria da 50 kWh (231 km WLTP di autonomia) e quella da 75 kWh (329 km WLTP).
Peugeot Rifter
Altro giro, altra “figlia” dei progetti congiunti del Gruppo Stellantis con un’altra auto per tre seggiolini compatta. Il motivo per la presenza di così tanti modelli del Gruppo franco-italo-tedesco è l’assenza di versioni di grandi rivali come, ad esempio, il Renault Kangoo o il Volkswagen Caddy, che non offrono neanche a richiesta un divano con tre sedili separati o, in alternativa, con tre attacchi ISOFIX, limitandosi ai classici due attacchi laterali. Il multispazio Peugeot, invece, segue i gemelli, e non rinuncia alla seconda fila con tre attacchi separati e dedicati. Per questo, compare in questa Top 10 anche il Peugeot Rifter, erede del Partner Tepee e caratterizzato, rispetto ai cugini, da un’impostazione leggermente diversa.
Sebbene, infatti, le dimensioni siano sempre le medesime (4,40 metri di lunghezza per la versione “normale”, 4,75 per la Long a passo lungo), il Rifter ha una carrozzeria che strizza l’occhio ai crossover. Se, infatti, le linee sono sostanzialmente invariate, con l’eccezione della mascherina dedicata e i fari che riprendono la firma luminosa con i tre “graffi” delle ultime Peugeot, e anche l’interno sia sostanzialmente invariato se non fosse per il logo Peugeot al centro del volante, l’auto ha un’altezza da terra leggermente superiore. Ci sono anche delle protezioni in plastica sui passaruota e sulle minigonne laterali, nonché dei paracolpi su paraurti anteriore e posteriore. Per questo, il Rifter ha un’impostazione più moderna, e in versione GT non rinuncia ad una certa sportività con i cerchi in lega da 18 pollici e gli interni con sedili leggermente più contenitivi.
Si tratta, quindi, del fratello più ricercato della famiglia dei piccoli-medi van del Gruppo Stellantis, mentre a livello meccanico le differenze sono praticamente assenti. Sotto il cofano, infatti, troviamo sempre il 1.5 BlueHDi quattro cilindri turbodiesel da 101 o 131 CV, con cambio automatico optional per le versioni più potenti, così come la versione elettrica, con motore da 136 CV, batteria da 51 kWh e fino a 340 km di autonomia WLTP. Non c’è, quindi, la versione con motore turbobenzina, lasciata ad altre “gemelle”. Oltre a Berlingo, Qubo L e Rifter, infatti, la “cinquina” si chiude con altri due “gemelli”, l’Opel Combo e il Toyota ProAce City Verso, l’unico fuori dal Gruppo Stellantis: ormai da più di 10 anni, infatti, Toyota ha una collaborazione in essere con Sevel prima e Stellantis oggi per la produzione di veicoli commerciali e multispazio per il mercato europeo.
Peugeot Traveller
Questa collaborazione la ritroviamo anche in quest’altro segmento, quello dei multispazio medio-grandi. Se, infatti, abbiamo già visto il Citroen SpaceTourer e l’Opel Zafira, all’appello mancano tre modelli: il [FIAT Ulysse](https://www.autoscout24.it/auto/fiat/fiat-ulysse/, che ha ripreso il nome del noto monovolume per questo tipo di vetture; il Toyota ProAce Verso, versione trasporto passeggeri dell’apprezzato ProAce; infine, il protagonista di questa Top 10, il Peugeot Traveller, che si è saputo ritagliare una bella fetta di mercato grazie ad uno stile aggressivo e un buon rapporto qualità-prezzo.
Come gli altri modelli figli del progetto K0, le dimensioni sono sostanzialmente le stesse: 4,95 metri di lunghezza in versione a passo normale e 5,30 metri per quella a passo lungo, come i “fratelli” il Traveller è stato interessato da un restyling che ha introdotto il nuovo scudetto Peugeot al centro e nuovi fari a LED, per un frontale più aggressivo e, in cosa, la dicitura Peugeot a tutta larghezza. Anche l’abitacolo è invariato, conservando la presenza dei tre agganci singoli al posteriore, tanti vani portaoggetti sparsi per l’abitacolo e uno stile rinnovato per volante, ora a quattro razze e più moderno, quadro strumenti digitale e display dell’infotainment in cima alla consolle centrale (dove troviamo ancora dei comodi comandi fisici per il clima automatico).
Disponibile, come le altre “sorelle”, a 8 o 9 posti, anche il Peugeot Traveller è proposto con due motorizzazioni, Diesel ed elettrica. Sotto il cofano della versione Diesel compare il nuovo 2.2 quattro cilindri sviluppato da FCA (è parente di quello di Giulia e Stelvio e, soprattutto, di quello del FIAT Ducato), proposto sul Traveller nella sua versione più potente da 180 CV e 430 Nm di coppia, con cambio automatico a 8 marce di serie. Non mancano, poi, le versioni elettriche, che conservano il solito motore anteriore da 136 CV e le batterie da 50 e 75 kWh, per un’autonomia WLTP di rispettivamente 230 e 330 km.
Volkswagen Caravelle
Arriviamo, infine, ad una grande protagonista di questo segmento, Volkswagen. Tornando indietro di 10 anni, infatti, Volkswagen offriva ben quattro modelli che permettevano di alloggiare tre seggiolini affiancati: la più piccola Touran, il monovolume Sharan e i due multispazio derivati dal leggendario van Transporter. Da un lato, il Multivan, più spartano e utilitaristico, e dall’altro il Volkswagen Caravelle, più simpatico e disponibile anche con vari livelli di camperizzazione. Oggi, invece, Volkswagen ha cambiato tutto: per la prima volta, infatti, ha deciso di non realizzare in casa il Transporter, utilizzando invece il Ford Transit Custom come base di partenza. Allo stesso momento, ha mantenuto il mitico Multivan “in casa”, sviluppando una nuova generazione realizzata sulla piattaforma modulare MQB.
Per qualche tempo, il Multivan è stato l’unico veicolo a 9 posti della gamma Volkswagen, fino all’arrivo sul mercato del Volkswagen Caravelle, realizzato sulla base del Transporter (e, quindi, del Transit Custom) che, sostanzialmente, è una variante a marchio VW del Ford Tourneo Custom che abbiamo visto in precedenza. Lo stile, effettivamente, tradisce la parentela con Ford soprattutto al posteriore, dove ritroviamo fari e portellone molto simili, mentre il frontale è abbastanza personale, seppur con un look un po’ diverso da quello dei precedenti Caravelle.
L’abitacolo, invece, è più personalizzato: il layout dell’abitacolo è molto simile a quello del modello Ford, ma sia l’infotainment che il quadro strumenti digitale hanno il software delle vetture Volkswagen, e anche il volante è quello delle automobili della Casa tedesca. Dal Tourneo Custom, però, eredita l’ottima volumetria degli spazi, i tanti vani portaoggetti e la configurazione a 8 o 9 posti, con la fila centrale dotata di agganci ISOFIX singoli. A livello meccanico, invece, c’è qualche differenza: il Caravelle, infatti, non è proposto in versione ibrida Plug-In, ma solo con motori Diesel e in versione elettrica. Proposto in due lunghezze, passo normale (5,05 metri) e Passo Lungo (5,45 metri), il Caravelle offre il 2.0 TDI (ovvero il motore Ford ma con la nomenclatura del Gruppo VAG) disponibile con 150, 170 e nell’inedita versione da 110 CV, non proposto per il Tourneo Custom. La variante elettrica, invece, ha lo stesso motore posteriore da 218 CV, la batteria da 64 kWh e l’autonomia WLTP di 340 km.
Volkswagen Multivan
Per avere un “vero” multispazio Volkswagen, quindi, è necessario puntare sul Volkswagen Multivan, che nel 2021 è stato presentato nella sua settima generazione. Erede spirituale della storica stirpe dei Transporter, iniziata nel 1948 con il leggendario T1 con meccanica derivata dal Maggiolino, come il suo illustre predecessore il Multivan T7 utilizza, sostanzialmente, una meccanica da automobile. Sotto l’imponente carrozzeria, infatti, si nasconde il pianale modulare MQB Evo, lo stesso, per intenderci, della Volkswagen Golf 8. Disponibile con due lunghezze ma con lo stesso passo (a cambiare è lo sbalzo posteriore), rispettivamente da 4,97 e 5,17 metri, il Multivan ha uno stile ricercato e piuttosto moderno, ispirato alle automobili del Gruppo ma con la sua distinta personalità.
Al posteriore, ad esempio, spiccano i fari a sviluppo orizzontale, del tutto inconsueti per un multispazio, mentre il frontale ospita dei fari a LED che, nelle versioni più ricche, diventano addirittura a matrice di LED. Pensato per competere con il segmento dei van più ricchi come il Mercedes Classe V, anche all’interno riprende tanta tecnologia dalle auto del Gruppo VAG. La qualità costruttiva è ottima, così come la quantità di vani portaoggetti e “furbate” come il tunnel centrale che si muove e dotato anche di tavolini in stile aeronautico. L’ergonomia non è sempre eccezionale, però, per colpa della presenza dei comandi touch per clima e altri comandi, mentre per avere la versione otto posti, con i tre sedili nella seconda fila, è necessario optare per forza per il Multivan a passo lungo.
In più, la configurazione per avere un’auto con tre seggiolini affiancati richiede l’assenza del sistema ibrido Plug-In, per via del posizionamento della batteria del sistema proprio sotto il pianale. Perciò, per avere un Multivan con panca della seconda fila con i tre attacchi ISOFIX è necessario sceglierlo con motore Diesel e passo lungo da 5,17 metri. La possibilità, quindi, è data dal solo 2.0 TDI, il leggendario quattro cilindri tedesco (lui è TDI sia nel nome che nella sostanza) con 150 CV e cambio automatico DSG doppia frizione di serie.
Le auto per tre seggiolini più economiche
Abbiamo quindi visto le 10 migliori auto per tre seggiolini presenti sul mercato italiano del nuovo. La più economica, come vedremo in conclusione, ha un prezzo di 24.350 euro, ma per i multispazio più generosi servono almeno 40.000 euro, purtroppo. Come fare, quindi, se si vuole risparmiare qualcosa? Il mercato dell’usato regala diversi modelli che, sia per la carrozzeria multispazio non più di moda che per una scarsa attenzione verso questo tipo di vetture, permette di mettersi in garage auto per tre seggiolini affiancati ad un prezzo inferiore dell’auto nuova più economica, ovvero la FIAT Qubo L. Vediamo quali sono i 5 modelli più interessanti.
Citroen C4 SpaceTourer (2018-2022)
Non può sicuramente mancare l’ultima erede della dinastia delle Picasso. Fin dalla nascita della C4 Picasso nel 2006, infatti, la Casa francese ha avuto in gamma un’auto spaziosa, molto pratica e con uno stile davvero particolare, in puro stile Citroen. Dopo l’ottimo successo di vendite della prima generazione, disponibile sia in versione normale che a passo lungo, la Grand Picasso, nel 2013 è arrivata sul mercato la seconda serie, caratterizzata da uno stile ancora più particolare.
Caratterizzata da linee morbide e tondeggianti, ha un frontale con fari su due livelli (oggi popolare, ma all’epoca utilizzato da poche vetture), un lunotto spiovente sulla versione a 5 posti e una coda con i fari posteriori inglobati interamente nel portellone. All’interno, poi, il quadro strumenti centrale è ora completamente digitale, così come il display dell’infotainment, all’interno del quale sono integrati gli (scomodi) comandi del clima. La C4 Picasso ha portato al debutto, tra l’altro, il nuovo pianale EMP2, ancora “sotto” tutti i modelli medi del Gruppo Stellantis. Molto spaziosa e pratica, grazie ai tre sedili singoli permette di avere tre attacchi ISOFIX senza rinunciare all’enorme bagagliaio da 630 litri, che diventano 704 sulla Grand C4 Picasso, più lunga di 16 cm (da 4,44 a 4,60 metri).
Ma perché il titolo recita “SpaceTourer” non Picasso? Nel 2018, i diritti sull’utilizzo del nome Picasso non vennero più rinnovati, e l’auto perse il proprio iconico nome ispirato dal celeberrimo pittore Pablo Picasso e adottando un più classico nome, SpaceTourer appunto. Questa, però, è la versione più affidabile: il 1.2 PureTech, per esempio, uscì ora di produzione, e in gamma rimasero il 1.5 turbodiesel da 130 CV, il 2.0 turbodiesel da 163 CV e il finalmente ottimo 1.6 turbobenzina da 165 CV, disponibile di serie con il cambio automatico a 6 marce, oggi la versione più a fuoco del piccolo monovolume francese.
Ford S-Max Mk2 (2015-2023)
Una monovolume può essere sportiva e dinamica? Secondo Ford, questo concetto poteva avere senso, e nel 2006 arrivò sul mercato la Ford S-Max, il primo monovolume con piglio sportivo. Realizzata sulla piattaforma dell’allora nuova generazione del monovolume grande Galaxy, la prima generazione della S-Max riuscì ad unire spazio, un’ottima dinamica di guida e uno stile piuttosto sportivo per un’auto di questo segmento. Grazie al pianale della Mondeo Mk4, poi, la S-Max era anche dotata di motori potenti, con al top il 2.0 EcoBoost da 240 CV e il 2.5 cinque cilindri turbo da 220 CV. Il successo fu tale che nel 2007 fu insignita del premio Auto dell’Anno, e nel 2015 è stata confermata per una seconda generazione, più grande, più lunga e più tecnologica.
Questa seconda generazione, nuovamente realizzata sul pianale della coeva Mondeo, arriva a 4,80 metri di lunghezza, per un look decisamente più moderno e ricercato. Disponibile sia in versione sportiva ST-Line che nella raffinata versione Vignale, più ricca e con rivestimenti in pelle anche sulla plancia, la S-Max di seconda generazione è stata l’ultima monovolume “tradizionale” di Ford ad essere venduta, nonché l’ultima grande monovolume ad abbandonare il mercato europeo. Nonostante il piglio sportivo, però, Ford ha dotato la S-Max di un divano posteriore con tre agganci ISOFIX affiancati, per avere così un’auto pratica e pronta all’utilizzo in famiglia.
A livello meccanico, la S-Max di seconda generazione è stata proposta con due motori turbobenzina, il 1.5 EcoBoost da 160 CV e il 2.0 EcoBoost da 240 CV, così come di due Diesel. Al lancio, infatti, c’erano il 2.0 turbodiesel da 120, 150 e 180 CV e al top il potente 2.0 EcoBlue Bi-Turbo, con doppio turbocompressore, 210 CV e 450 Nm di coppia. Dotata anche di trazione integrale su alcuni motori, la S-Max è stata una delle poche monovolume disponibili con motorizzazione _ibrida. La S-Max Hybrid utilizzava il powertrain della Mondeo Hybrid, con motore 2.5 aspirato, cambio E-CVT e 190 CV di potenza.
Peugeot 5008 II (2017-2024)
Un’altra grande protagonista del mercato delle auto per tre seggiolini è la Peugeot 5008. Se la prima generazione, un vero e proprio monovolume, si è fatta apprezzare per la grande abitabilità, infatti, la seconda serie ha sorpreso per la disponibilità di spazio nonostante fosse un vero e proprio SUV. La seconda generazione della 5008, lanciata nel 2017, è realizzata sulla stessa base della Peugeot 3008, rispetto alla quale è però molto più grande. Le dimensioni, in realtà, non sono esagerate, con una lunghezza di 4,64 metri, 19 cm più della 3008 su cui si basa.
Lo stile, poi, è molto simile, con un frontale sostanzialmente invariato e un abitacolo che riprende lo stesso layout con il quadro strumenti digitale posizionato sopra il quadro strumenti, in puro stile “i-Cockpit”. La sorpresa arriva dal passo, che è esteso fino a 2,84 metri: questa caratteristica permette alla 5008 di offrire sette posti, persino piuttosto comodi, nonché la presenza di tre sedili indipendenti nella seconda fila. Proprio questa caratteristica le permette di avere lo spazio per i tre seggiolini affiancati, una rarità tra i SUV.
Oltre a ciò, la 5008 ha un posteriore molto voluminoso, che la rende sicuramente meno aggressiva e sportiva della 3008 su cui si basa, ma anche decisamente più spaziosa. Il bagagliaio, in configurazione a 7 posti, è veramente enorme, e arriva fino a 780 litri portando i sedili della seconda fila (scorrevoli) più avanti, mentre la meccanica è la stessa della 3008. Realizzata sul pianale EMP2 (lo stesso della C4 SpaceTourer), al contrario della 3008 non è mai stata offerta con motorizzazioni ibride Plug-In, puntando esclusivamente su motori benzina e Diesel. Da evitare il 1.2 PureTech, troppo piccolo per la stazza, mentre gli altri tre motori si comportano bene. Nella gamma a benzina c’è il 1.6 PureTech da 165 o 180 CV, mentre i Diesel sono il 1.5 BlueHDi da 120 o 130 CV e i più a fuoco 2.0 BlueHDi da 150 o 180 CV. Non prevista su nessuna versione, infine, la trazione integrale.
Seat Alhambra/VW Sharan II (2010-2022)
Spazio, allora, per il Gruppo Volkswagen, che come detto in precedenza ha sempre avuto un occhio di riguardo per questo mercato. Nella gamma del 2015 del Gruppo tedesco, infatti, ci sono stati per anni due monovolume di grande successo, il VW Touran (di cui parleremo tra poco) e la coppia SEAT Alhambra e Volkswagen Sharan di seconda generazione. Prodotti tra il 2010 e il 2022, questi due monovolume condividono tutte le caratteristiche tecniche, meccaniche ed estetiche, ad eccezione della mascherina anteriore, del volante e dei caratteri dei rispettivi quadri strumenti. Per il resto, siamo di fronte a degli MPV di livello assoluto, capaci di offrire spazio, praticità e grande affidabilità.
Lunga 4,85 metri e costruita in Portogallo, nella fabbrica AutoEuropa di Palmela, vicino a Lisbona (dove oggi è assemblata la Volkswagen T-Roc), l’Alhambra/Sharan ha seguito il successo clamoroso della prima generazione del 1996, una delle prime monovolume in grado di farsi spazio sul mercato. Con la seconda serie, però, sono cresciute le dimensioni, è arrivata la comoda porta posteriore scorrevole (è il primo modello di questa speciale classifica ad averla) e l’abitacolo è diventato più robusto, di maggiore qualità e più raffinato.
Nonostante la crescita di oltre 22 cm rispetto alla generazione uscente, la coppia Alhambra/Sharan è più piacevole da guidare, ha motori tutti turbocompressi validi e piuttosto affidabili e, ovviamente, i tre sedili posteriori della seconda fila separati e con agganci ISOFIX dedicati a ciascun sedile. Il bagagliaio è enorme, con una capacità di 267 litri in configurazione a 7 posti e di 809 litri con 5 posti, mentre tra i motori la scelta migliore è il classico 2.0 TDI, disponibile in diverse configurazioni da 115 a 184 CV. Non male la gamma a benzina, col piccolo ma valido 1.4 TSI da 150 CV e il più potente 2.0 TSI da 200 o 220 CV.
Volkswagen Touran II (2015-2026)
Concludiamo questa lunga carrellata con quello che passerà alla storia come l’ultimo monovolume tradizionale a rimanere sul listino europeo, il Volkswagen Touran. Se infatti ci sono ancora dei multispazio derivati da veicoli commerciali, l’ultimo MPV “puro” è stato proprio il Touran, che nel 2026 ha abbandonato, senza clamore, il listino ufficiale Volkswagen. Dopo l’ottima prima generazione del 2003, la seconda serie del Touran è stata lanciata nel 2015 e, come la precedente, è realizzata sulla piattaforma della Golf coeva. In questo caso, però, la base è l’ottima piattaforma modulare MQB, che le ha permesso di rimanere moderna e aggiornata fino a oltre 10 anni dal lancio.
Disponibile sia in configurazione a cinque posti che a sette posti, questo monovolume riesce ad offrire i sette posti nonostante una lunghezza di “soli” 4,54 metri, non di molto superiore ad alcune compatte di Segmento C. Il tutto, poi, è impreziosito dalla presenza di un grande bagagliaio da ben 743 litri nella configurazione a 5 posti, e dai tre sedili singoli che le permettono di essere un’auto con tre seggiolini affiancati. Inizialmente realizzata sulla base della Golf VII, ha conservato la consolle centrale e il layout degli interni con quest’ultima fino al restyling del 2022, che ha adottato il nuovo infotainment della Golf 8 e i comandi del clima a sfioramento (ma in una plancetta separata) dalla Polo.
In ogni caso, se molte Volkswagen degli anni ’20 hanno avuto un piccolo calo in fatto di qualità, la Touran è rimasta ancorata all’ottima qualità costruttiva delle VW degli anni ’10, con plastiche morbide, comandi appaganti da usare e grande robustezza. Alla fine della produzione, Volkswagen proponeva la Touran con due soli motori, il 1.5 TSI turbobenzina da 150 CV e il 2.0 TDI da 122 CV. Nella carriera dell’MPV tedesco, i motori, tutti turbo, sono stati ben di più. La scelta migliore è sempre il 2.0 TDI, il quattro cilindri turbodiesel da 155, 122, 150 o 190 CV, mentre a benzina il piccolo 1.4 o il più generoso 1.5 hanno convinto per prestazioni anche a pieno carico.
I prezzi delle auto per tre seggiolini
Arriviamo, così, a vedere i prezzi delle auto per tre seggiolini, con grandi differenze soprattutto sil mercato del nuovo. Tra le vetture oggi acquistabili, infatti, spiccano i modelli compatti del Gruppo Stellantis, tutti acquistabili a partire di meno di 30.000 euro. Il modello più economico, infatti, è proprio il FIAT Qubo L, che in versione 1.2 Turbo a benzina con cambio manuale e allestimento base Pop (con clima manuale e un semplice supporto per il telefono al posto del display dell’infotainment) parte da 24.350 euro. La più costosa? Ovviamente l’Audi Q7, che in versione base con motore 3.0 TDI da 245 CV parte da 87.150 euro, ma facendosi prendere la mano con gli optional può arrivare a superare facilmente i 100.000 euro. Sorprendente, infine, il divario di prezzo tra il Ford Tourneo Custom, che parte da poco più di 45.000 euro, e il gemello VW Caravelle, proposto da 54.000 euro. Sono questi, quindi, i prezzi delle auto per tre seggiolini:
- Audi Q7, da 87.150 euro
- Citroen Berlingo, da 26.730 euro
- Citroen Traveller, da 45.100 euro
- FIAT Qubo L, da 24.350 euro
- Ford Tourneo Custom, da 45.250 euro
- Opel Zafira, da 43.250 euro
- Peugeot Rifter, da 27.680 euro
- Peugeot Traveller, da 41.300 euro
- Volkswagen Caravelle, da 54.269 euro
- Volkswagen Multivan, da 60.313 euro
Parlando, invece, dei modelli usati economici di auto per tre seggiolini, abbiamo cercato automobili facili da trovare ad un prezzo inferiore alla FIAT Qubo L da 24.350 euro, cercando di mantenere un limite d’età di 10 anni. Andando, invece, a considerare veicoli più vecchi, si può spendere ancora meno, arrivando a portarsi a casa veicoli come le prime Sharan e Alhambra o le ultime S-Max di prima generazione a meno di 10.000 euro. Sono questi, quindi, sono i prezzi delle auto per tre seggiolini usate viste oggi:
- Citroen C4 SpaceTourer, da 9.000 a 16.000 euro
- Citroen Grand C4 SpaceTourer, da 10.000 a 20.000 euro
- Ford S-Max Mk2, da 9.000 a 25.000 euro
- Peugeot 5008 II, 13.000 a 26.000 euro
- Seat Alhambra Mk2, da 7.000 a 20.000 euro
- Volkswagen Touran, da 10.000 a 45.000 euro
- VW Sharan Mk2, da 7.000 a 20.000 euro
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