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Mitsubishi Space Star: una monovolume divenuta city car

La monovolume nipponica Space Star fu lanciata nel 1998 dalla Mitsubishi Motors Corporation, in sostituzione della Space Runner. La Mitsubishi Space Star prima serie era caratterizzata da uno stile compatto, frutto di un progetto senza grossi slanci estetici ma mirato ad assicurare ampi spazi all'interno dell'abitacolo e comfort durante i lunghi viaggi. A quattro anni dal suo lancio, nel 2002, la Space Star beneficiò di un facelift che vide l'introduzione di una calandra cromata più moderna e di gruppi ottici posteriori rinnovati. Le motorizzazioni della Space Star prima serie erano quattro, di cui tre a benzina con cilindrata minima 1.3, intermedia 1.6 e massima 1.8. La versione diesel montava un motore Renault con cilindrata 1.9. Nella categoria delle monovolume compatte, la Mitsubishi Space Star competeva con vetture come la Opel Meriva, la Renault Modus e la Hyundai Matrix. Attualmente, la monovolume Mitsubishi Space Star, la cui produzione è cessata nel 2005, è ancora disponibile sul mercato delle auto usate. Nel 2013 la Mitsubishi è ritornata in Europa con un nuovo modello di Space Star, una agile e funzionale city car, conosciuta in altri continenti col nome di Mitsubishi Mirage. La carrozzeria 2 volumi da berlina compatta e le motorizzazioni a basso consumo, adatte a neopatentati, sono alcuni dei punti di forza della city car. I modelli nuovi e le Mitsubishi Space Star Km0 o usate fanno concorrenza ad automobili come laRenault Twingo, la Panda e la 500 di casa Fiat, la Peugeot 107, la Citroën C1, la Toyota Aygo e la Smart.

Mitsubishi Space Star: tecnologia di serie e spirito urbano

La Mitsubishi Space Star è una berlina compatta economica a 5 porte, perfetta per chi non vuole rinunciare ad un'ottima dotazione tecnologica di serie, anche quando si muove in città. L'aspetto estetico della Mitsubishi Space Star è armonioso. Anteriore e posteriore esprimono la compattezza di una vettura lunga solo 371 cm e larga 149 cm, facile da guidare e da parcheggiare, anche negli spazi angusti offerti da un centro urbano. Sull'anteriore spiccano fari e fendinebbia dal design piacevole. Sotto al piccolo cofano motore si trova un paraurti cromato monoblocco che ospita il logo a tre foglie Mitsubishi, il portatarga e un'ampia griglia di raffreddamento. La fiancata appare sportiva e adatta all'agilità di una city car, con i cerchi in lega e il montante nero tra i due cristalli, a creare un effetto bicolore che spezza con la livrea della carrozzeria. La Mitsubishi Space Star può essere resa più esclusiva da un Chrome Kit opzionale che prevede cornici cromate per i fari, per i fendinebbia e per la base del portellone. L'abitabilità interna è ottima, per una cittadina dalle dimensioni ridotte. I sedili anteriori sono comodi e spaziosi. Il cassetto collocato di fronte al passeggero ha un ripiano a mensola e contiene anche una porta USB, per ricaricare il cellulare. Al divano si accede facilmente dalle due porte posteriori: la seduta è piana, senza fastidiosi dossi centrali, e risulta discretamente confortevole anche per tre passeggeri adulti. Il bracciolo anteriore ha un coperchio ribaltabile a 180°, trasformabile in un portabibite per chi è seduto dietro. Anche il bagagliaio della Mitsubishi Space Star è molto pratico, con i suoi 235 litri, espandibili a 912 litri con i sedili posteriori reclinati. Un altro punto a vantaggio dell'abitacolo della Space Star è la luminosità interna, garantita dagli ampi cristalli e dal parabrezza wide. Il cruscotto in plastica ha linee morbide e funzionali. Al centro del cruscotto è alloggiata una plancia con le bocchette dell'aria condizionata, l'impianto stereo con lettore Mp3, il Bluetooth per le telefonate in vivavoce e il controller del climatizzatore automatico con display digitale. Sia la corona del volante che il pomello del cambio hanno il rivestimento in pelle. Ulteriore preziosismo tecnologico: la Mitsubishi Space Star si mette in moto con chiave elettronica. La piccola city car nipponica offre buone garanzie sotto il profilo della sicurezza, con un completo equipaggiamento di serie: all'interno dell'abitacolo sono alloggiati sei airbag a tendina, deputati a proteggere anche la testa dei passeggeri posteriori. La Mitsubishi Space Star è dotata di ESP, di cruise control, di ABS con ripartizione elettronica della frenata e di specchi retrovisori esterni riscaldabili. I fari e i tergicristalli si azionano in caso di pioggia, anche mediante un controller automatico. I crash test EuroNCAP hanno dato alla Space Star 4 stelle su 5, con una votazione di 90%, in relazione al livello di protezione dei passeggeri a bordo.

Mitsubishi Space Star: motori da andatura urbana e consumi ridotti

La Mitsubishi Space Star ha due motorizzazioni benzina. La versione base, ottima candidata anche come auto usata o Km0 per neopatentati, monta un motore 1.0 CleartTec da 999 centimetri cubi di cilindrata per 71 cavalli di potenza. I consumi dichiarati per questo motore sono di 25 km con un litro di benzina, su ciclo misto. Le emissioni, per il propulsore di categoria Euro 5, sono di 92 grammi di CO2 per chilometro. Il secondo motore benzina è un 1.2 ClearTec da 80 cavalli, capace di raggiungere i 180 km/h. A fronte di consumi leggermente superiori, con questo motore la vettura risulta più scattante, anche grazie ad una massa totale di soli 845 kg. In autostrada, però, lo scarso peso e le sospensioni non proprio sportive fanno sì che si avverta qualche vibrazione di troppo, quando la velocità sale. Mitsubishi Space Star è disponibile sul mercato del nuovo e dell'usato auto anche in una speciale edizione, con motore alimentato a benzina e GPL. Il propulsore 1.0 ClearTec bi-fuel ha 69 cavalli e prestazioni molto simili al benzina. La velocità massima è di 172 km/h, mentre il passaggio da 0 a 100 km/h avviene in 13.6 secondi. Anche i consumi rimangono pressoché invariati, con 4 litri di carburante per 100 chilometri su percorsi misti.

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