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Fiat 600

Fiat 600

La 600 è considerata una delle icone del boom economico italiano: fu in quegli anni che le famiglie pensarono di dotarsi di una vettura e quest'auto di casa Fiat che veniva proposta ad un prezzo abbordabile, 590.000 lire, che poteva accogliere abbastanza comodamente quattro persone e che permetteva anche lunghi viaggi, era proprio ciò che ci voleva. Continua a leggere

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Fiat 600 - Colore carrozzeria

Fiat 600: la vettura che ha motorizzato gli italiani.

L'idea di Vittorio Valletta era di motorizzare il popolo italiano, compito non facile per la Fiat di allora, ma Dante Giacosa, incaricato del progetto, riuscì a dare vita ad una vettura che divenne subito richiestissima. Presentata al Salone di Ginevra del 1955, la prima Fiat 600 era una due porte con un motore di 633 cc che era in grado erogare 21,5 cavalli e di raggiungere i 95 chilometri orari. La superutilitaria aveva poi dalla sua anche il fatto che i costi di gestione erano limitati: con un litro di benzina riusciva a percorrere 14 chilometri, mentre la tassa di circolazione era di 10.000 lire, insomma era la vettura alla portata di quasi tutti e nell'arco di alcuni mesi l'azienda si trovò a far fronte a un numero di richieste impensabile, tanto che i tempi di attesa raggiunsero i 12 mesi.Uno dei punti di forza di Fiat 600 era il suo motore, denominato "100". Collocato posteriormente, aveva un basamento monoblocco e, per le sue innovazioni e per l'efficienza, continuò a essere adottato da Fiat fino al 1999, pur con cilindrate maggiori.

Tante serie di Fiat 600 durante i 14 anni di produzione.

La prima serie di 600 si proponeva con le portiere incernierate posteriormente, le classiche portiere controvento, con vetri scorrevoli, gli indicatori di direzione posizionati sul paraurti anteriore e sul davanti faceva bella mostra di sé il fregio 600 con i sei "baffi". Già durante l'estate del 1955 furono apportate delle migliorie eliminando la fastidiosa oscillazione dell'indicatore del carburante durante la marcia, mancavano invece gli indicatori di direzione posteriori che furono aggiunti nel 1956. Il 1956 fu anche l'anno in cui Dante Giocosa ebbe un'altra splendida intuizione e creò la 600 Multipla, che montava lo stesso motore da 633 cc, ma si proponeva in forma allungata e in grado di ospitare 6 persone disposte su tre file di sedili. Questa prima monovolume ottenne un grande successo presso i tassisti che, con alcuni semplici gesti, potevano abbattere uno o più sedili per fare posto ai bagagli e, proprio questa caratteristica, venne apprezzata anche dai commercianti ambulanti. In seguito fu preparata anche una 600 Multipla furgonata, perfetta per gli artigiani.Il 1957 vide il primo restyling della 600, con l'introduzione dei vetri con meccanismo a manovella e l'abolizione del deflettore. La cilindrata del motore rimase invariata però venne aumentato il numero dei cavalli che fu portato a 22. Prodotta fino al 1959, lasciò poi il posto alla terza serie, che propose un notevole aumento della potenza del motore, raggiungendo i 24,5 cavalli, fattore che le permise di raggiungere i 100 chilometri orari.Con l'avvento del nuovo decennio, Fiat 600 vide aggiungere alla propria denominazione la lettera D e vide anche un motore più potente, un 767 cc con 29 cavalli di potenza che portò la sua velocità massima a 110 chilometri. Nonostante l'aumento di potenza, il consumo di carburante rimase invariato: 5,9 litri ogni 100 chilometri, mentre tra le migliorie apportate figurarono i deflettori.Nel 1964 venne varata la seconda serie di 600 D e dopo tanti anni sparivano le portiere incernierate posteriormente, l'anno seguente fu poi la volta della terza e ultima serie di 600 D, quella che comunemente veniva chiamata 750 e che fu prodotta fino al 1969. Rimase invariato il motore, mentre fu dotata di grandi fanali, simili a quelli della 850, tanto che si meritò l'appellativo di "fanalona".

Fiat 600: un'auto internazionale.

Nonostante la concorrenza agguerrita di altre superutilitarie dell'epoca, come NSU Prinz, Renault 4CV, Citroën 2CV e Volkswagen Maggiolino, la 600 riscosse un grande successo anche all'estero e, oltre ad essere commercializzata anche in Francia e nel nord Europa, Fiat cedette la propria licenza ad aziende automobilistiche di diversi paesi. Con nomi leggermente diversi e con lievissime modifiche per quel che concerne l'estetica venne prodotta anche in Argentina (dal 1960 al 1977), in Jugoslavia dalla Zastava, in Spagna dalla Seat, in Germania dalla Fiat Neckar e in Colombia, per un totale di circa 5 milioni di esemplari prodotti. Impossibile poi non citare le versioni elaborate di Fiat 600 proposte da varie carrozzerie. Celeberrime la Abarth e la Giannini e persino Ghia si cimentò con la Ghia 600 Jolly, vettura estiva che si proponeva con carrozzeria scoperta.