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Peugeot 206

Peugeot 206

Il piccolo fenomeno francese

Difficile migliorare il successo della 205? In effetti, quindici anni di produzione e oltre cinque milioni di esemplari sono un record arduo anche solo da eguagliare, specie in anni in cui i modelli sono aggiornati di continuo e sostituiti in media dopo appena 6 anni. Eppure, la 206 ce l’ha fatta, grazie a uno stile indovinato che non invecchia, contenuti al passo con i tempi e alla volontà di Peugeot di farne un modello d’immagine con cui sperimentare tendenze attraverso le varianti SW e CC. Continua a leggere

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Carrozzeria

Colore carrozzeria

Grazie a questo, e all’aiuto non indifferente arrivato dall’impegno nei rally (con tre trionfi Mondiali all’inizio del nuovo millennio), la francesina è riuscita a concedersi una carriera ancor più lunga e onorata dell’antenata, polverizzandone il primato con oltre 10 milioni di unità e rimanendo in produzione in Cina fino al 2015 e in Medio Oriente fino ad oggi.

Peugeot 206: come è fatta, pro e contro

La 206 debutta nel tardo 1998 con carrozzerie a 3 e 5 porte e senza caratteristiche tecniche di particolare rilevo: anche se la sua piattaforma è nuova, adotta soluzioni comuni alle altre utilitarie come le sospensioni a schema MacPherson davanti e ad assale torcente dietro e i freni misti a disco/tamburo, mentre i motori sono i medesimi di 106 e 306. A colpire è la linea, cuneiforme e affusolata, che la fa sembrare quasi più piccola di quanto non sia. Con i suoi 3,82 metri di lunghezza e 1,65 di larghezza è infatti oltre 10 cm più lunga della 205 e 7 cm più larga ma ancora maggiore è lo “stacco” in altezza, che tocca il metro e 43 (+7 cm) e conferma la tendenza del periodo a sviluppare anche le “piccole” con abitacoli più ariosi secondo un’ispirazione che arriva dalle monovolume. Anche dentro il design è moderno e vivace, la plancia più ricca e varia nelle linee e si vedono novità come la regolazione del volume della radio sulla leva devioluci. Nel 2000 Peugeot gioca, prima assoluta, la carta Coupè-Cabriolet: su un telaio allungato che porta l’ingombro totale a 4 metri nasce una convertibile 2+2 con tetto metallico ripiegabile in due parti realizzato dalla Heulieuz (che cura l’assemblaggio finale), soluzione vista soltanto sulla Mercedes SLK ma che presto avrà compagnia con modelli come Opel Tigra Twin Top, Nissan Micra C+C e Mitsubishi Colt CZC. La novità piace, anche se sulle prime, i clienti lamentano eccessive infiltrazioni d’acqua, problema in parte risolto con successive migliorie alle guarnizioni, mentre i sedili posteriori sono troppo angusti per ospitare davvero altri due passeggeri. Neanche due anni e la famiglia cresce con l’arrivo della 206 SW. La sigla non è soltanto la contrazione di Station Wagon ma un vero e proprio marchio distintivo delle familiari del Leone, inaugurato dalla 307. Per la 207, ancora una volta l’arma in più è il design che dissimula forme un po’ sgraziate giustificate dall’ottima capacità di carico: 411 litri che diventano oltre 1.300 abbattendo il divano posteriore, ben fruibili grazie alla soglia di carico posta a poco più di 50 cm da terra e all’ampio portellone. Tecnicamente identica alle altre, si distingue soltanto nel retrotreno, sempre ad assale torcente ma rinforzato con due tiranti diagonali ripresi dalle versioni sportive GTI, in questo caso per migliorare la stabilità a pieno carico. La 206 subisce due restyling nel corso della sua carriera: il primo nel 2003 (a 5 anni dal lancio in luogo dei consueti 3, il che la dice lunga a proposito della tenuta sul mercato) è leggero e concentrato sulle ottiche dei fanali e sulle finiture, più ricche e con più parti verniciate in tinta carrozzeria. Il secondo arriva nel 2009, quando la sua erede 207 è già sul mercato da circa 3 anni, e si ispira proprio a quest’ultima soprattutto nel frontale. Il muso infatti viene rimodellato allungando il cofano e il profilo dei fari e adottando una grande “bocca” in plastica nera nel paraurti, mentre dentro cambia persino il volante che, anche in questo caso, è lo stesso della 207. L’obiettivo è fare della “Plus” una sorta di versione base della sorella più recente e funziona, al punto che entrambe sono ancora in commercio quando, nel 2012, arriva la 208.

Peugeot 206: allestimenti, motori, prezzi

La gamma iniziale della 206 prevede tre benzina della famiglia TU ovvero il 1.1 da 60 CV, i l 1.4 da 75 CV e il 1.6 da 90 CV, con allestimenti XR, XT e XS, più il vecchio Diesel 1.9 da 68 CV che quasi subito viene affiancato dal 2.0 HDi da 90 CV, primo diesel common rail che PSA ha sviluppato insieme a Ford, e qualche anno dopo sostituito dal 1.4 HDi da 68 CV. La dotazione di serie prevede per tutti i modelli l’airbag lato guida, il servosterzo e, ad eccezione delle versioni base, anche il climatizzatore. Nei primi anni di commercializzazione, la gamma si amplia con le versioni sportive GT e GTI, dotate di motore 2.0 da 136 CV. La prima in edizione limitata, serve ad omologare il modello da rally ed è dotata di un paraurti più prominente necessario a raggiungere la lunghezza minima (4 metri) per l’ammissione in categoria WRC. Il vero top di gamma è però la RC, con un 2.0 da ben 177 CV, che rivaleggia con Renault Clio RS e Volkswagen Polo GTI. Tra il 2003 e il 2004 arrivano un nuovo 1.4 16V da 88 CV e il 1.6 16V da 110 CV lanciato tre anni prima sulla CC, che ha esordito con questo e con il 2.0 e che riceverà soltanto a fine carriera un turbodiesel, il 1.6 HDi da 110 CV. Con l’arrivo della 207, CC ed SW escono di scena e la gamma della 206 berlina la gamma viene ridotta ai soli 1.4 benzina e HDi e alla carrozzeria 5 porte, confermati anche quando il modello subisce l’evoluzione in 206+, e ricevendo la terza variante, quella bi-fuel benzina/GPL basata sempre sul 1.4 da 75 CV.

Peugeot 206: conclusioni

Ancora oggi, 20 anni dopo l’esordio, i non pochi esemplari ancora circolanti non sfigurano rispetto alle loro pronipoti e sono perfettamente a loro agio nell’ambiente cittadino e rappresentano una scelta non scontata e un po’ nostalgica per chi cerca un usato abbordabile di immagine non superata. Discorso diverso per le sportive, che fanno storia a sé: poche disponibili non sempre sfruttatissime e con prezzi a volte allettanti, vanno esaminate bene per verificare le condizioni di scocca meccanica. Raro trovare una CC con pochi km e ben tenuta, quelle appena appena accettabili si trovano su AutoScout24 anche con meno di 2.000 euro e può valere la pena di farci un pensierino, per quelle migliori (e non tunizzate) ce ne vogliono sui 5.000. Prezzi stracciati per le SW, quasi tutte Diesel e con non meno di 150.000 km, ma spesso anche il doppio.

Recensioni dei veicoli Peugeot 206

326 Recensioni

4,3