Storia, tipologie e caratteristiche del container

Il container è un contenitore di grandi dimensioni utilizzato nel settore dei trasporti, in particolare di quelli intermodali.

La nascita dei moderni container e le loro principali caratteristiche

L'esigenza di progettare un contenitore multiuso, idoneo al trasporto di svariate tipologie di merci, nacque nel periodo della Seconda guerra mondiale in America. L'idea ingegnosa venne nel 1956 a un imprenditore americano, Malcolm McLean, che si rese conto che caricare su una nave solo parte di un autocarro sarebbe stato molto più pratico che caricarvi l'intero veicolo.

 

La funzionalità dei container apparve subito evidente: il fatto di non dover più movimentare le merci singolarmente fino a destinazione fu un enorme vantaggio, soprattutto nel settore dei trasporti marittimi. Proprio in questo ambito i container ebbero un'enorme diffusione, dando un rinnovato impulso ai trasporti via mare. Tra i vantaggi, che offriva l'utilizzo del container, c'era la maggiore velocità nello sbarco e imbarco merci, la minor quota di merce danneggiata o dispersa durante il viaggio e la migliorata logistica.

 

Negli anni '70, vennero create le casse mobili, simili ai container ma ancor più facili da caricare e scaricare. Grazie a questa caratteristica, le casse mobili furono adoperate anche nel settore dei trasporti ferroviari e aerei.

 

Il più famoso e diffuso modello di container è l'International Organization for Standardization, conosciuto con l'acronimo ISO. Si tratta di un contenitore in metallo con delle misure stabilite a livello internazionale, che rispetta determinati standard di qualità. Presenta una larghezza di 244 cm, un'altezza di 259 cm e una lunghezza tra i 610 e i 1.220 cm. Il container ISO, nella sua versione base, si presenta con un'apertura composta da due battenti facilmente richiudibili, mentre lateralmente presenta delle superfici chiuse. In caso di usi limitati e particolari, come il trasporto di merci deteriorabili, esistono dei container ISO cisterna o frigorifero.

 

La normativa vigente nel campo del trasporto merci stabilisce che ogni container venga numerato con un codice formato da 11 caratteri alfanumerici. C'è inoltre la consuetudine, nata dalla standardizzazione volumetrica e dimensionale dei container, di stimare la portata di carico di una nave portacontainer in TEU, acronimo di Twenty-foot Equivalent Unit. Omologati sono anche gli attacchi presenti sul container per l'ancoraggio ai vari mezzi di trasporto; grazie ad essi, i container risultano più facilmente dislocabili su una nave o sul vagone di un autocarro. Questi speciali attacchi e la grande robustezza dei materiali, con cui sono costruiti i container, fanno sì che questi siano facilmente impilabili: lo spazio sui moli e nei magazzini, così, è sfruttato al meglio, mentre il trasporto è facilitato.

 

Pur costituendo un'idea geniale e molto valida, la standardizzazione dei container nei modelli base non è sempre applicabile a tutti i tipi di trasporto. Di conseguenza, dal modello standard sono nate varianti adatte ai trasporti straordinari. Ad esempio, una variazione fu necessaria per i trasporti aerei, poiché le dimensioni del modello base risultavano troppo grandi per la stiva di un aereo. Per sopperire a questo problema, quindi, sono nati dei container dalle dimensioni ridotte. Per il trasporto su strada, furono create specifiche casse mobili, fornite di piedini e con pareti più sottili. Queste modifiche permisero di avere uno spazio interno più ampio e la possibilità di poter essere affiancati più facilmente.

 

Altro utilizzo particolare dei container, che si è diffuso soprattutto negli ultimi anni, è quello abitativo. I container abitativi si sono diffusi soprattutto in quelle aree geografiche spesso soggette a calamità naturali. L'abitazione, ricavata all'interno del container, costituisce una soluzione pronta all'uso e soprattutto trasportabile, con una certa facilità, da un luogo a un altro.

Compagnie più importanti e conosciute per la produzione di container o il trasporto tramite container

La prima compagnia produttrice di container, conosciuta in tutto il mondo, è sicuramente la Maersk, gruppo danese con sede a Copenaghen e filiali in più di 135 Paesi.

 

Quanto alle compagnie di trasporto, è d'obbligo citare la Mediterranean Shipping Company S.A., meglio conosciuta con il nome di MSC. Celebri anche la COSCO, acronimo di China Ocean Shipping Group Company, e l'Evergreen Group, due aziende cinesi specializzate nel trasporto marittimo di merci tramite container.

Le varie tipologie di container e il loro utilizzo specifico

Tra i modelli principali di container troviamo il 20’ box e il 40’ box. Si tratta di modelli standard dei container, che differiscono tra loro solo per la lunghezza. Le altre misure, altezza e larghezza, restano invariate nei due modelli. Il 40' HC è un modello di container speciale, caratterizzato da un'altezza maggiore rispetto ai modelli base.

 

L'Open Top e un modello simile al 20' box e al 40' box, ma dotato di un'apertura sulla parte superiore, tale da consentire il carico dall'alto. Il Flat Rack è adatto a merci particolarmente ingombranti e con forme irregolari, mentre il Refrigerato è un modello che consente di trasportare merci a una temperatura controllata.

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